Guerra in Ucraina, raid russi senza sosta. Colpito un ospedale oncologico a Mykolaiv

Pesanti attacchi nei sobborghi di Kiev

Potenti bombardamenti si sono registrati nella notte nei sobborghi di Kiev, dove lungamente hanno suonato le sirene che hanno anche squarciato la notte a Leopoli, Cherasky, Charkiv e in altre città. L’avvicinamento delle forze russe alla capitale dell’Ucraina è testimoniato anche da alcune immagini satellitari che hanno mostrato perfino l’uso di artiglieria pesante.

Un deposito di alimenti congelati nella regione di Kiev ha preso fuoco, stamattina, a causa dei bombardamenti. Le immagini pubblicate in rete mostrano i soccorritori dirigersi verso la zona per estinguere un enorme incendio in quello che sembra essere un magazzino a un piano, mentre fiamme altissime e dense si alzano dalla struttura. Al momento i vigili del fuoco sono ancora sul posto per spegnere il rogo. Finora non sono state segnalate vittime.

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Le autorità ucraine accusano la Russia di raid a Mykolaiv, dove sono stati danneggiati un ospedale per la cura di malati oncologici e alcuni edifici residenziali, anche se nessuno tra le centinaia di pazienti presenti nel nosocomio è rimasto ucciso nell’attacco. Delle esplosioni sono state sentite nella prima mattinata di oggi anche nelle cittù di Nikolaev (nel sud), Dnipro e Kropyvnytskyi (nel centro del Paese). Lo riporta Bbc Ucraina citando le autorità locali.

Secondo un canale Telegram gestito dalle autorità locali, il sistema di difesa aereo di Dnipro è stato attivato con successo. Sono state sentite almeno due esplosioni, riferisce la Cnn citando i propri giornalisti sul posto, che dicono di aver visto anche del fuoco salire dalla parte orientale del fiume

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Usa, «violazioni» dei principi base della sicurezza nucleare

E mentre si apprende che gli Stati Uniti sono sempre più preoccupati per i civili in Ucraina, visto che Mosca sembra prendere di mira infrastrutture critiche, come quelle per acqua potabile ed elettricità, e il ministro dell’Energia Usa Jennifer Granholm denuncia «violazioni» dei principi base della sicurezza nucleare, che «mettono a rischio la sicurezza», Kiev inizia a riparare i danni alle linee elettriche che servono la centrale nucleare di Chernobyl.

Intanto il Jerusalem Post rivela che il premier israeliano Naftali Bennett avrebbe raccomandato a Volodymyr Zelesnky di accettare l’offerta di Vladimir Putin di arrendersi per metter fine alla guerra. Il presidente ucraino, che avrebbe però rifiutato in quanto la proposta includeva molti sacrifici per il suo popolo, è tornato successivamente a rimarcare su Facebook che «le azioni degli invasori russi saranno equiparate a quelle dei terroristi dello Stato Islamico».

Le azioni contro gli oligarchi russi

Proseguono anche le sanzioni contro gli oligarchi russi: congelati gli investimenti in hedge fund americani di Roman Abramovich, dopo le misure che lo hanno colpito. Il Dipartimento di Stato Usa ha annunciato anche ulteriori misure contro i membri del consiglio di amministrazione di Novikombank e ABR Management. Nel mirino sono finiti Yuri Kovalchuk, Kirill Kovaluch, Dmitri Lebedev e Vladimir Knyagin di ABR Management. I quattro componenti del cda di Novikombank colpito sono la presidente Elena Georgieva, German Belous, Andrey Sapelin e Dmitri Vavulin.

Bloccata a Trieste l’imbaracazione «Sy A» del valore di circa 530 milioni di euro riconducibile all’oligarca russo Andrey Igorevich Melichenko. Il conflitto in Ucraina ha sempre maggiori risvolti economici. Gli Stati Uniti hanno infatti vietato le importazioni di bevande alcoliche, pesce e diamanti dalla Russia. Mettendo di fatto il divieto a vodka russa e caviale. «Il mondo libero si è unito contro Putin», ha sottolineato Biden, annunciando le nuove misure contro la Russia.

Le sanzioni Usa e la diplomazia internazionale

Gli Usa hanno revocato alla Russia lo clausola di nazione più favorita, mettendo fine a rapporti commerciali normali e aprendo a dazi pesanti sui prodotti. «Adotteremo un quarto pacchetto di sanzioni», ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Sulla crisi è nuovamente intervenuto anche il presidente del Consiglio Mario Draghi. «Putin non vuole la pace – ha detto – il suo piano sembra essere un altro. Io mi auguro che al più presto si arrivi ad uno spiraglio e noi faremo di tutto affinché Ucraina e Russia arrivino a parlarsi, purché sia preservata la dignità dell’Ucraina».

Sempre in campo economico, il cancelliere tedesco Scholz ha detto che l’Europa «non fermerà le importazioni nel campo dell’energia, ma usciremo da questa dipendenza». Per Berlino, «è una decisione consapevole, giustificata e comprensibile» e c’è «unità» sulle sanzioni alla Russia tra i leader europei. «L’Europa non può prendere le stesse misure» di Usa e Canada, ha sottolineato Scholz, aggiungendo che l’Ue intende continuare «a spingere su sanzioni che hanno un impatto diretto sulle opportunità di sviluppo economico della Russia, incluse quelle finanziarie».

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