Napoli: mercato in stand-by, prima le vendite poi gli acquisti. Ma Spalletti ci crede

Finito il campionato europeo (ed i relativi fasti italici), incomincia un altro torneo, quello del mercato. Chi lo vincerà? Ed il Napoli, quale posizione occupa nella griglia di partenza? Certamente, il club azzurro non sarà la cenerentola di questa sessione di mercato. Lo scopo di Spalletti e Giuntoli, è quello di creare una squadra competitiva, pronta a tornare ai vertici del calcio italiano (qualificazione champions o anche oltre, magari vittoria dell’Europa League o scudetto. Sognare dopo l’11 luglio, non è proibito).

Ma il duo toscano, operativo alle pendici del Vesuvio, deve fare i conti con i diktat del presidente De Laurentiis, il quale nella conferenza stampa tenutasi a Roma, nello scorso 30 giugno, ha messo in luce la necessità di operare qualche cessione illustre (De Laurentiis eccetto Insigne, non proferì alcun nome al riguardo, ma i nomi più gettonati erano e sono Ruiz e Koulibaly. Quest’ultimo dichiarato incedibile da Spalletti), per riparare le defezioni presenti nel bilancio azzurro, oramai divenuto rosso a causa delle due ultime stagioni.

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Partendo dal reparto difensivo il nome più gettonato, per rafforzare la squadra, resta quello di Emerson Palmieri (neo campione d’Europa), il cui arrivo è condizionato alla cessione di un esterno (un altro, dato l’addio di Hysaj, accasatosi alla Lazio).

Tutino al Parma per arrivare a Emerson Palmieri

Da questo punto di vista, si è parlato di una partenza di Mario Rui in direzione Galatasaray, ma l’affare si sarebbe complicato. In alternativa, i soldi per l’acquisto dell’italo-brasiliano del Chelsea potrebbero arrivare dalla cessione di Tutino al Parma, per una cifra vicina agli 8/10 milioni. Arriverà molto probabilmente un centrocampista (si è parlato di Vecino, Camara, Berge, Thorsby, Grillitsch), in caso di partenza di Ruiz, ma tutto è collegato alla partenza di un giocatore.

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Non di un giocatore qualsiasi, ma del capitano Insigne. È lui, l’epicentro del mercato azzurro. Insigne (forte di un grande europeo svolto con la nazionale), vorrebbe un aumento d’ingaggio (fermo a 4,6 milioni a stagione), ma ciò si scontra con la necessità del presidente di far quadrare i conti e quindi abbassare il monte ingaggi.

Sicuramente, la questione andava risolta prima degli europei e comunque non a un anno dalla scadenza del contratto. Chi la spunterà? Cuore e portafoglio possono essere inseriti, nella stessa tasca? Spalletti, farà da mediatore? Viene in mente una celebre frase di Spalletti: «uomini forti, destini forti; uomini deboli, destini deboli». Insigne ed il presidente, sono sicuramente 2 uomini molto forti e quindi avranno un destino forte. Ma l’avranno insieme? Chi vivrà, vedrà.

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