Campania, Ciarambino: «Impianto biogas ad Acerra, territorio non sia discarica d’Italia»

«Il perimetro dell’agro nolano e dell’area a Nord di Napoli non può diventare la discarica d’Italia. Ha ragione monsignor Antonio Di Donna nel puntare il dito contro chi continua a localizzare impianti per il trattamento dei rifiuti in un territorio già saturo di siti di questo tipo e dove si registrano continui sforamenti dei limiti di polveri sottili». Lo dichiara la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino.

«Non è accettabile – sottolinea – che Arpac abbia dato parere favorevole alla realizzazione di un sito da ben 80mila tonnellate di rifiuti per la produzione di biometano ad Acerra, che già ospita l’unico inceneritore a servizio di tutta la Campania. L’impianto dovrebbe sorgere, tra l’altro, in un’area di sviluppo industriale che andrebbe invece destinata a progetti tesi ad attrarre investimenti e a porre le basi per la creazione di nuove imprese, migliorando la qualità di vita per gli abitanti del luogo attraverso progetti innovativi di sviluppo eco-compatibile».

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«Si tenga inoltre conto dell’ammonimento dell’Istituto superiore della Sanità, secondo cui su territori che hanno già subito il dramma dello sversamento dei rifiuti tossici, andrebbe bloccato qualunque tipo di impianto se prima non si è proceduto alla bonifica dei suoli» ha affermato la Ciarambino, che sulla questione ha annunciato un’interrogazione.

«Immaginare di edificare un nuovo sito di trattamento ad Acerra – ha aggiunto – è impensabile in un’area per la quale il piano d’ambito prevede già impianti a Pollena, Palma Campania, Marigliano e Afragola, in aggiunta allo stir di Tufino. Senza dimenticare l’impianto di compostaggio a Pomigliano, da 24mila tonnellate annue di rifiuto umido, frutto di scelte di un accordo tra la precedente amministrazione comunale e la Regione Campania adottato senza alcun coinvolgimento della comunità locale, che sorgerà proprio al confine con Acerra».

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«Per questo – conclude l’esponente 5Stelle – chiedo che oggi non passi inascoltato il monito di monsignor Di Donna e che su Acerra ci sia un ripensamento da parte della Regione, che può ancora procedere alla sospensione di un progetto che rappresenta una beffa per territori che hanno subito decenni di veleni e devastazioni ambientali».

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