Al Vomero chiesti 26,06 euro per un appuntamento del 2017
Il conto arriva per posta, anche quando il ricordo dell’appuntamento è ormai lontano. A Napoli migliaia di utenti stanno ricevendo richieste di pagamento per visite ed esami prenotati e non disdetti. L’operazione riguarda le prestazioni che, secondo le registrazioni del Cup, non sono state effettuate per l’assenza dell’assistito senza un precedente annullamento. A recapitare gli avvisi è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, incaricata dall’Asl Napoli 1 di recuperare i ticket rimasti insoluti.
Sono circa 85mila gli avvisi già spediti, per un valore di 3,9 milioni di euro. Altre 22mila posizioni, corrispondenti a 900mila euro, sono ancora in istruttoria: il totale delle somme da recuperare potrebbe quindi raggiungere i 4,8 milioni. A dare impulso all’attività, scrive Ettore Mautone su «il Mattino», sono stati gli accertamenti della Corte dei conti sulla gestione dei crediti delle aziende sanitarie. Il recupero comprende anche i ticket per gli accessi al Pronto soccorso in codice bianco, quelli senza urgenza.
Ticket richiesti anche per appuntamenti del 2017
La prima ricognizione dell’azienda sanitaria ha interessato le prenotazioni dal 2016 al 2024, mentre le verifiche successive sono state estese fino al 2026. Gli importi cambiano a seconda della prestazione, ma alcune richieste riguardano appuntamenti molto lontani nel tempo. Al Vomero, un’anziana ha ricevuto un avviso per una visita del 2017: 26,06 euro complessivi, di cui 20,66 di ticket e 5,40 per la spedizione. È uno dei casi seguiti dall’avvocato Angelo Pisani, che assiste alcuni destinatari delle richieste.
La distanza fra la prenotazione e l’arrivo della lettera rende centrale la verifica dei singoli crediti: occorre stabilire quali siano ancora esigibili e quali atti siano stati compiuti negli anni per recuperarli. Diventa inoltre difficile ricostruire e documentare, dopo tanto tempo, un impedimento che abbia reso impossibile presentarsi all’appuntamento.
Il direttore generale dell’Asl Napoli 1, Gaetano Gubitosa, distingue il quadro precedente da quello introdotto nel 2024. «Prima della riforma il recupero riguardava solo gli assistiti non esenti dal ticket in base all’articolo 3, comma 15, del decreto legislativo 124 del 1998», spiega al Mattino. «Con la legge 107 del 2024 (decreto sulle liste di attesa) chi non si presenta a un appuntamento senza avvertire anche se esente è tenuto a pagare il ticket ordinario previsto alla data dell’appuntamento. Restano salvi i casi di forza maggiore o di impossibilità sopravvenuta da dimostrare con documentazione».
Le verifiche per chi riceve l’avviso
Il destinatario della richiesta può rivolgersi all’Asl per ottenere il dettaglio della prenotazione e la copia degli eventuali atti precedenti. La documentazione utile cambia in base alla situazione: un referto o un’attestazione della struttura possono dimostrare che la visita è stata effettuata; la conferma del Cup permette di riscontrare un annullamento o uno spostamento; la ricevuta consente di provare un pagamento già eseguito. I termini entro i quali rispondere sono riportati nell’atto ricevuto.
Anche l’Asl Napoli 3 Sud ha attivato il recupero per gli appuntamenti saltati e, attraverso una causale distinta, per i referti mai ritirati. Per annullare una prenotazione gli assistiti possono normalmente utilizzare il Cup telefonico, il portale regionale Sinfonia, gli sportelli delle aziende sanitarie o le farmacie abilitate. La finalità della disdetta è liberare il posto e consentire a un altro paziente di usufruire della prestazione.
Operazioni analoghe interessano Asp, le Aziende sanitarie provinciali, e ospedali di altre regioni italiane. Per le strutture sanitarie il recupero risponde sia all’applicazione delle disposizioni contro gli appuntamenti lasciati inutilizzati, che incidono sulle liste di attesa, sia alla necessità di incassare risorse in una fase di difficoltà economica.




