Per le celebrazioni del Pibe de Oro, donazioni ai senzatetto e un nuovo murale
A Napoli, il 30 ottobre non è mai stato un giorno qualunque. È il compleanno di Diego Armando Maradona, che quest’anno avrebbe compiuto 66 anni, e ancora una volta il suo nome diventa occasione per fare qualcosa di concreto per gli altri. Non soltanto ricordare il campione, ma provare a custodire ciò che ha rappresentato per intere generazioni, soprattutto per chi è cresciuto nelle periferie.
È questo lo spirito di Solidarietà Maradoniana, un progetto che ogni anno unisce Napoli e Buenos Aires attraverso iniziative dedicate alle persone più fragili. Per l’edizione 2026, cinquanta bambini sono stati coinvolti nella distribuzione di beni di prima necessità alle persone senza dimora, mentre a Pianura alcuni artisti argentini hanno portato un pezzo della storia di Diego attraverso un nuovo murale.
Da Buenos Aires a Napoli: una storia nata per amore di Diego
Tutto comincia nel 2021, quando alcuni ragazzi napoletani, in vacanza a Buenos Aires, decidono di visitare i luoghi dell’infanzia di Maradona. Durante il viaggio incontrano Rafa, responsabile della Fundación Argentinos Juniors, legata alla squadra nella quale Diego è cresciuto calcisticamente e ha esordito tra i professionisti. La fondazione opera in quartieri segnati da profonde difficoltà economiche, dove alcune famiglie non riescono neppure a garantire un pasto quotidiano ai propri figli. È proprio conoscendo questa realtà che nasce un’idea: trasformare il compleanno di Maradona in una giornata di solidarietà, contemporaneamente a Napoli e Buenos Aires.
Per organizzare l’iniziativa nella città partenopea, i ragazzi si rivolgono all’associazione Sii Turista della Tua Città. È così che entra nel progetto Olindo Bonifazi, oggi coordinatore di Solidarietà Maradoniana. La prima edizione prende forma a piazza Garibaldi, con la distribuzione di pasti alle persone senza dimora grazie alla collaborazione con Volontari nella Notte. Negli anni, però, il progetto cresce, coinvolgendo bambini, artisti e associazioni. Dalle cene solidali nella chiesa di Santa Sofia ai palloni donati ai più piccoli, fino alla riqualificazione di un campetto a Poggioreale: ogni compleanno diventa l’occasione per lasciare qualcosa al territorio.
A Porta Capuana cinquanta bambini imparano il valore della solidarietà
Quest’anno il cuore dell’iniziativa si è spostato a Porta Capuana, dove cinquanta bambini hanno partecipato alla preparazione di kit contenenti beni di prima necessità destinati alle persone che vivono in strada. Un’attività organizzata insieme alle realtà educative del territorio, tra cui l’associazione Core, che ha permesso ai più piccoli di avvicinarsi a una realtà spesso ignorata, ma presente quotidianamente nelle strade della città. Alla distribuzione dei kit si è aggiunta quella di generi alimentari, con il contributo dell’associazione Amici del Lievito Solidale, impegnata nella preparazione di zeppoline fritte da offrire ai bambini e alle persone senza dimora.
Per i piccoli partecipanti anche una sorpresa: biglietti gratuiti per visitare il Museo Maradona insieme alle proprie famiglie. A rendere possibile l’acquisto dei materiali sono state le donazioni di privati cittadini e un’iniziativa benefica sostenuta da Total Football, che ha messo a disposizione una maglia da calcio per raccogliere fondi.
Da Villa Fiorito a Pianura, l’arte di Maradona arriva in periferia
Ma il legame tra Napoli e Argentina quest’anno ha preso forma anche attraverso l’arte. Alcuni artisti provenienti da Villa Fiorito, il quartiere dove Maradona è cresciuto, hanno raggiunto Napoli per realizzare un murale nel Parco Camaldoli Sud, conosciuto come Parco dei Cento Uno, a Pianura. L’opera, nata anche grazie al collegamento con la realtà argentina Saudade de Dios, trova spazio in un parco interessato da interventi di riqualificazione finanziati dal PNRR e prossimo alla riapertura.
La scelta del luogo non è casuale. Portare il volto di Diego in una periferia significa anche accendere i riflettori su un territorio che merita attenzione, cura e opportunità. Proprio come accaduto in altri quartieri napoletani, dove i murales dedicati al campione argentino sono diventati parte dell’identità collettiva.
Perché Maradona, a Napoli come a Buenos Aires, continua a rappresentare molto più di un calciatore. E forse il modo più bello per festeggiare il suo compleanno è proprio questo: fare in modo che il suo nome continui a regalare qualcosa a chi ne ha più bisogno.




