Al convegno di FORO XXI a Torre Annunziata, il procuratore indica le priorità
Lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose è uno strumento necessario, ma da solo non può garantire il risanamento. Occorre accompagnare le amministrazioni che subentrano alle commissioni straordinarie, intervenire sulle strutture burocratiche esposte ai condizionamenti e pretendere dalla politica scelte capaci di segnare una distanza netta dalla criminalità organizzata. È il nucleo dell’intervento del procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, al convegno «Sciogliere non basta», promosso da FORO XXI il 26 ottobre a Villa Tiberiade.
A trentacinque anni dalla legge 22 luglio 1991, n. 221, l’iniziativa ha affrontato il rapporto tra prevenzione delle infiltrazioni, garanzie democratiche e ricostruzione della fiducia. Un tema che, per il territorio oplontino, riguarda direttamente la qualità del governo locale e il futuro della comunità. L’appuntamento, patrocinato dalla Regione Campania, dal Comune e dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, è stato organizzato dall’associazione presieduta dall’avvocato Michele Riggi, cui era affidata la moderazione, con Gabriella Pepe responsabile organizzativa.
Fragliasso: il risanamento deve proseguire oltre il commissariamento
Nel suo intervento, il procuratore ha difeso la funzione dello scioglimento, definendolo un passaggio doloroso ma indispensabile per interrompere situazioni di contiguità e condizionamento mafioso e affermare una discontinuità istituzionale. Uno strumento da mantenere nella sostanza, pur con possibili correttivi. Il limite, ha osservato, riguarda anzitutto la possibilità di rimediare, nei tempi circoscritti della gestione straordinaria, a problemi sedimentati negli anni. Da qui la proposta di strutture di sostegno alle amministrazioni appena elette, affinché il lavoro delle commissioni trovi continuità nella successiva gestione politica.
Un secondo punto riguarda gli apparati burocratici. Secondo Fragliasso, il ricambio degli amministratori rischia di risultare insufficiente quando restano intatti i meccanismi attraverso i quali si gestiscono appalti, autorizzazioni e concessioni. Per questo ha richiamato la necessità di intervenire anche sul versante amministrativo, attraverso rotazioni e sostituzioni mirate dove necessarie. Il procuratore ha poi sollecitato un rinnovamento della politica e una maggiore responsabilità nella selezione della classe dirigente. Nel ragionare sulla formazione del consenso, ha segnalato il rischio di condizionamento delle aggregazioni elettorali nate a ridosso del voto, precisando il carattere generale della propria considerazione.
Il richiamo più netto ha riguardato la coerenza tra dichiarazioni e comportamenti: incontri pubblici, commemorazioni e iniziative simboliche hanno valore, ma l’impegno contro la camorra deve trovare riscontro nelle decisioni, negli incarichi e nel controllo del territorio. Il contrasto alla criminalità, ha sottolineato, richiede un’assunzione di responsabilità condivisa da tutte le istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale. Magistratura e forze dell’ordine, da sole, non possono sostenere l’intero peso di questa battaglia.
Il confronto tra diritto e responsabilità politica
Il programma affiancava al contributo istituzionale una sessione tecnica e un panel politico. Tra le figure indicate per i saluti figuravano, insieme a Fragliasso, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Pasquale Damiano e il prefetto Giancarlo Tomao. La sessione tecnica prevedeva gli interventi dell’avvocato amministrativista Lorenzo Lentini, presidente della Camera amministrativa di Salerno e Avellino; di Nicola Russo, consigliere della Corte d’Appello di Napoli; e dell’avvocato penalista Gennaro Ausiello, consigliere del Consiglio di disciplina di Napoli. Per il panel politico erano indicati Marco Cerreto, Orfeo Mazzella, Annarita Patriarca e Valeria Valente, mentre le conclusioni erano affidate al prefetto di Napoli Michele di Bari.
La fiducia si ricostruisce nelle scelte quotidiane
Il nodo posto dal convegno riguarda la tenuta del risanamento nel tempo. Se il passaggio dalla gestione straordinaria a quella elettiva interrompe il percorso avviato, il territorio resta esposto al rischio di nuove crisi. La continuità amministrativa, la qualità della classe dirigente e la trasparenza degli uffici diventano quindi il banco di prova della ripartenza.
L’intervento di Fragliasso ha riportato il confronto su questo terreno concreto: chi governa, come sceglie i propri collaboratori, quali interessi tutela e quali controlli esercita. È qui che si misura la credibilità delle istituzioni. Per Torre Annunziata la sfida è trasformare il risanamento in una condizione stabile. Il successo si riconoscerà nella capacità di garantire servizi, decisioni trasparenti e opportunità sottratte al condizionamento criminale. Perché la fiducia dei cittadini si ricostruisce quando la legalità diventa riconoscibile nel modo in cui viene amministrata la città.




