Il ministro Piantedosi chiamato a garantire la libera circolazione delle merci
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge urgente per rispondere al caro gasolio che sta mettendo in ginocchio i settori della logistica, dell’agricoltura e della pesca. Il provvedimento arriva in un momento di fortissima tensione, con presidi e code di tir che negli ultimi giorni hanno paralizzato ampie zone del Paese, soprattutto nel Meridione, minacciando il blocco della distribuzione di generi di prima necessità.
L’accordo e i fondi stanziati
Poco prima del Consiglio dei Ministri, il governo – attraverso il lavoro del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e del viceministro Edoardo Rixi – ha siglato un accordo formale con le principali sigle e associazioni di categoria degli autotrasportatori.
Nel dettaglio, il nuovo pacchetto emergenziale mette sul piatto 175,2 milioni di euro complessivi per contrastare l’aumento dei carburanti, con 105,2 milioni destinati all’autotrasporto, 60 milioni all’agricoltura e 10 milioni alla pesca. Tra le principali misure varate:
Autotrasporto: vengono stanziati 45,2 milioni di euro aggiuntivi per il credito d’imposta sul gasolio, che si sommano ai 430 milioni già previsti dai precedenti decreti accise. Le risorse coprono le spese sostenute tra marzo e agosto 2026, mentre ulteriori 60 milioni vengono destinati ai consumi effettuati dal primo settembre al 5 ottobre. È prevista inoltre la sospensione fino al 31 marzo 2027 dei canoni di leasing dei veicoli commerciali in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027, per dare respiro finanziario a padroncini e piccole imprese.
Anticipi immediati: la premier Giorgia Meloni ha annunciato che il Ministero ha già iniziato a liquidare gli acconti sui crediti d’imposta accumulati, assicurando che i controlli formali verranno effettuati solo in un secondo momento per garantire liquidità immediata alle aziende.
Gli aiuti per agricoltura e pesca
Il decreto assegna 60 milioni di euro al comparto agricolo attraverso contributi a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante tra il primo giugno e il 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi al litro. La gestione degli aiuti sarà affidata ad Agea, che dovrà definire modalità e termini per la presentazione della documentazione entro cinque giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. I pagamenti sono previsti entro i successivi trenta giorni. Per la pesca vengono invece stanziati 10 milioni di euro, con contributi a fondo perduto pari al 10% delle spese sostenute per il carburante nello stesso periodo.
Resta invece rinviato lo stanziamento di 590 milioni di euro annunciato dal governo per il rinnovo del parco mezzi dell’autotrasporto. Le risorse saranno sbloccate attraverso un successivo intervento, eventualmente nella prossima manovra economica, anche in relazione al confronto con l’Unione europea sulle disposizioni riguardanti i veicoli più inquinanti.
La linea dura di Palazzo Chigi sui blocchi autostradali
Se da una parte l’esecutivo ha scelto la via del dialogo sul fronte economico, dall’altra la presidente del Consiglio ha usato parole perentorie nei confronti di chi continua ad attuare blocchi stradali. In un intervento sui social, Meloni ha dichiarato: «Voglio ringraziare le associazioni che hanno scelto il confronto, hanno revocato i fermi e le manifestazioni. È stato un atto di responsabilità, però voglio dire anche un’altra cosa. In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo».
«E non lo dico solamente io. A chiedere di rimuovere questi blocchi sono gli stessi autotrasportatori, i commercianti, gli agricoltori, i sindaci, le istituzioni di ogni colore politico. Perché a pagare, come sempre, non è il potente di turno, è la gente comune, è il camionista che deve portare a casa lo stipendio, è l’impresa che non riesce a consegnare, è la famiglia che si ritrova a pagare di più», sottolinea la premier.
L’intervento del Viminale e il richiamo al decreto sicurezza
«E per questo – ha aggiunto Meloni – ho chiesto al ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che ci arriva dalle associazioni degli autotrasportatori, degli agricoltori, della distribuzione per assicurare alla libera circolazione la fornitura delle merci alle attività commerciali e quindi ai nostri cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi. E useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del decreto sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale».
«Questo governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole. Però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e di non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione. Chi vuole lavorare deve poterlo fare e lo Stato deve garantirlo», conclude. Nelle ore precedenti il Viminale aveva già avviato le procedure di identificazione e denuncia a carico di decine di manifestanti.
Verso il ritorno alla normalità
Con il via libera alle risorse finanziarie immediate e la netta presa di posizione di Palazzo Chigi, i sindacati e le istituzioni locali auspicano la revoca immediata di tutti i blocchi ancora attivi, in particolare in Calabria e Campania, consentendo alle aziende ortofrutticole del Sud di rimettere in movimento le merci per evitare il deperimento dei prodotti e scongiurare pesanti speculazioni sui prezzi al consumo nei supermercati.
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