Premi fiscali ai locali “virtuosi” e nuove regole antirumore
Si è riunita la Consulta della notte, l’organo consultivo istituito dal Comune di Napoli per discutere e fronteggiare i problemi di gestione della vita notturna in città. Tra le proposte, un «patto di convivenza per la gestione partecipata della vita notturna, la tutela del riposo e la valorizzazione del commercio», soluzione indicata dal consigliere Sergio D’Angelo che comprende gli steward di comunità, ma non solo, per prevenire ed evitare l’emissione di nuove ordinanze restrittive nei confronti degli esercizi commerciali di somministrazione che operano nelle zone interessate dalla movida.
Il patto, che avrebbe come finalità quella di garantire la gestione sostenibile della vita notturna, propone, per prevenire il disagio acustico e gestire il decoro dello spazio pubblico, di istituire la figura dello steward di comunità, «ovvero operatori privati di mediazione sociale selezionati, contrattualizzati e gestiti operativamente dalle associazioni di categoria degli esercenti o da consorzi di imprese locali, nel rispetto dei requisiti professionali stabiliti dalle linee guida emanate dal Comune». Il finanziamento del servizio, secondo quanto scritto nella proposta, dovrebbe essere posto interamente a carico dei titolari delle attività commerciali mediante un fondo autogestito.
L’attivazione e il mantenimento del servizio degli steward costituirebbero la condizione necessaria per ottenere agevolazioni valide per chiunque decida di aderire all’iniziativa, come la riduzione del 20% della Tari e del 15% del canone per l’occupazione di suolo pubblico. Le agevolazioni sarebbero destinate, però, esclusivamente agli esercizi commerciali che, oltre a contribuire al mantenimento degli steward, non registrino violazioni nell’arco dell’anno, acquisendo la qualifica di «Esercizio Virtuoso».
I compiti degli steward di comunità
Gli steward, riferisce il documento, «operano in stretto coordinamento con la Polizia locale e svolgono le mansioni di sensibilizzazione verbale dei frequentatori al rispetto della quiete pubblica e alla moderazione del tono della voce; dissuasione dallo stazionamento prolungato nei corridoi di emergenza e in prossimità degli accessi alle abitazioni private; segnalazione tempestiva ai competenti uffici comunali e alle forze dell’ordine di situazioni di potenziale criticità o di violazione del presente accordo». Nel documento è, inoltre, evidenziato che agli steward è fatto assoluto divieto di esercitare funzioni di pubblica sicurezza, ordine pubblico o interventi di natura coercitiva.
L’asporto tornerebbe a essere regolamentato dalla normativa nazionale, che prevede lo stop dopo la mezzanotte. A partire dalle 23, però, sarebbe previsto lo stop all’asporto in vetro e lattine. Il consumo in vetro dopo le ore 23:00 è consentito esclusivamente all’interno dei locali o nei dehors autorizzati con servizio al tavolo. Il personale di sala è obbligato al ritiro immediato dei contenitori vuoti dai tavoli per impedirne lo spostamento in strada.
Le restrizioni per ridurre il rumore
Per ridurre l’impatto acustico, all’interno del patto sarebbe previsto che «le bevande da asporto dopo le ore 23:00 devono essere somministrate esclusivamente in bicchieri di carta ecologica o in bioplastica flessibile e compostabile. È vietato l’uso di plastiche rigide che, impattando sul suolo basolato, generano picchi acuti di rumore».
Ma non solo: «È fatto assoluto divieto di svuotare i contenitori di bottiglie di vetro, sia all’interno dei locali che nei cassonetti stradali, nella fascia oraria compresa tra le ore 23:00 e le ore 08:00. I rifiuti in vetro devono essere stoccati internamente in contenitori rivestiti di materiale fonoassorbente». Infine, «è vietata la movimentazione esterna di fusti, casse, carrelli metallici e pedane dalle ore 23:00 alle ore 08:00. Le operazioni di carico e scarico merci devono essere completate entro le ore 18:00». È aggiunta una clausola secondo cui, al momento della chiusura, l’esercente è obbligato a ripristinare la pulizia e il decoro dell’area circostante il proprio locale nel raggio di 10 metri, adottando modalità operative a basso impatto acustico.
Le disposizioni per i rider
Le ultime disposizioni sono indirizzate ai rider, ai quali viene vietato, dopo le 22:30, l’uso di auto e scooter. «A decorrere – si legge – dalle ore 22:30, la consegna a domicilio di cibi e bevande nelle aree interessate può essere effettuata esclusivamente con veicoli a trazione muscolare o a propulsione elettrica». Inoltre, la sosta e l’attesa dei rider in attesa del prelievo della merce «devono avvenire in aree dedicate interne al locale o specificamente individuate dalle associazioni degli esercenti d’intesa con il Comune, vietando assembramenti rumorosi sui marciapiedi o sotto le finestre residenziali».
Il protocollo è destinato esclusivamente alle aree interessate dalle dinamiche della movida, indicate all’interno del documento. Vengono inoltre individuati chiostri e spazi universitari che, attraverso un protocollo d’intesa, potrebbero diventare luoghi di aggregazione utili affinché le persone non si ritrovino più riversate in strada, ma possano incontrarsi in posti circoscritti e distanti dagli appartamenti dei residenti.
Le richieste delle associazioni
Le associazioni che hanno partecipato alla Consulta, coordinata da Sergio D’Angelo, hanno manifestato l’intenzione di chiedere un tavolo di confronto con l’assessore alla Legalità Antonio De Iesu, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il prefetto di Napoli, Michele Di Bari. Ma non solo: hanno espresso la necessità di individuare un maggior numero di luoghi di aggregazione, di riaprire club e luoghi al chiuso anche nei pressi del centro città e hanno richiesto più servizi. Al tavolo della Consulta erano presenti Aicast, Confcommercio, il Forum dei Giovani e l’associazione Arteteka.
Ad aprire l’incontro, l’assessore Teresa Armato che, per altri impegni di natura istituzionale, è dovuta andare via dopo poco. Assenti l’assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagata e l’assessore De Iesu, così come il Suap, l’Asia e tutti gli altri convocati istituzionali, a eccezione di Sergio D’Angelo e della consigliera Flavia Sorrentino, presente come auditrice.




