Contestato l’omicidio colposo in cooperazione
Tre persone sono indagate per la morte di Salvatore Calignano, l’operaio edile di 61 anni trovato privo di sensi in via Fossa del Lupo, a Caivano, e successivamente deceduto all’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, dove era stato trasportato in condizioni gravissime. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Napoli Nord, guidata dal procuratore Domenico Airoma, con il sostituto procuratore Sabrina Navarro.
Agli indagati viene contestato il reato di omicidio colposo in cooperazione. Secondo quanto si apprende, si tratta del datore di lavoro di Calignano e dei due titolari del capannone sul quale, secondo l’ipotesi investigativa, il 61enne sarebbe rimasto vittima di un incidente mentre lavorava «in nero». Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della Compagnia di Caivano. La famiglia dell’operaio è assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi.
Poco prima di rimanere ferito, Calignano avrebbe parlato al telefono con la moglie, spiegandole di essere impegnato sul tetto di un capannone per stendere una guaina isolante. È quanto la donna ha riferito al proprio legale.
Secondo la ricostruzione al vaglio degli investigatori, dopo il grave infortunio l’operaio sarebbe stato trasportato ancora privo di sensi in una zona diversa da quella in cui stava lavorando, nel possibile tentativo di allontanare i sospetti da quanto accaduto nel capannone. È lì, in via Fossa del Lupo, che il 61enne è stato soccorso prima del trasferimento d’urgenza al San Giuliano.
La Procura di Napoli Nord ha disposto l’autopsia sulla salma della vittima. Il conferimento dell’incarico è previsto per il 7 ottobre e l’esame dovrebbe essere eseguito mercoledì. L’iscrizione delle tre persone nel registro degli indagati consente anche la nomina di consulenti di parte in vista dell’accertamento autoptico, che dovrà contribuire a chiarire le cause della morte e la dinamica dell’infortunio.




