Legge elettorale, giovedì in Aula per il «sì» definitivo

Cuperlo minaccia: «Se approvata, battaglia in piazza»

Parto dall’ennesimo successo del centrodestra alle suppletive di Reggio Calabria di domenica scorsa. Così – a mio modestissimo avviso – il discorso sulla nuova legge elettorale potrà essere più chiaro e comprensibile. Ha staccato l’opposizione di ben 15 punti (51% contro 36%), annullando così la presenza di Vannacci e del suo 10%.

Per cui, a commento del risultato, il collega Gonzato su «Il Giornale» ha scritto – fors’anche alla luce dei tanti sondaggi farlocchi circolati sulle potenzialità di Futuro nazionale, dall’uscita de «Il mondo al contrario», l’opera prima dell’ex generale dei parà, a sabato – che già lo individuavano a un passo dal paradiso: «Vannacci è rimasto in vestaglia». In verità, più che in vestaglia, è rimasto in mutande, ma solo perché è riuscito a toglierle a campo(santo), «zerostelle» contiane, vedovi grillini e sinistrati vari. Il che ha vieppiù incattivito i piddini contro la legge elettorale.

Pubblicità

Evidentemente, così com’è, gli fa temere una nuova sonora sconfitta e, quindi, vorrebbero riuscire ad evitarne l’approvazione definitiva (giovedì 8 ottobre) alla Camera dei deputati. Il che, visti i numeri a Montecitorio, non sarà cosa facile. Se non, addirittura, impossibile. Come dimostrato anche dalla bocciatura di giovedì scorso, sempre alla Camera, delle pregiudiziali di incostituzionalità presentate dall’opposizione, respinte con 229 voti contrari e 151 favorevoli, con la maggioranza che ha ottenuto 7 voti in più del previsto.

La «battaglia» alla legge elettorale

Sicché, ad attacco respinto, il Pd Gianni Cuperlo ha minacciato che, se la legge dovesse essere approvata in aula, da venerdì 9 «la battaglia si trasferirà fuori dal Palazzo». Sono più che mai determinati, insomma, a cercare di farla eventualmente cancellare dalla Consulta, impetrando il supporto delle toghe amiche. Certamente meglio disposte nei loro confronti – anche per ricambiare il favore ricevuto in occasione del referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario – degli elettori, di cui non si fidano più. Purtroppo, per loro, hanno dovuto rendersi conto che i cittadini non sono proprio così «babbasoni» come loro pensano, non credono più alle menzogne del rischio fascismo e del «governo assente» sui problemi del Paese.

Pubblicità

Il governo e le risposte ai problemi dei cittadini

Accuse stantie e smentite anche dai fatti. Il fantasma nero ormai si è squagliato, l’esecutivo sui problemi dei cittadini è più presente che mai. Lo dimostrano gli sconti sulle bollette, il tetto ai prezzi del carburante nelle stazioni di rifornimento di Eni, Ip, Q8 e Tamoil; il taglio del 30% e il blocco per 2 anni delle tariffe di luce e gas di Eni, che annuncia risparmi da 200 euro annui per le famiglie medie. Sono proprio la risultante dell’attività di governo negli ultimi tempi.

Di conseguenza, gli italiani hanno capito cosa e come fare per non cadere nei trabocchetti «sloganari» dell’opposizione. E nella cabina elettorale si guardano bene dal mettere la croce sui loro loghi che – viste come vanno le cose in questo Paese e non da ieri – preferiscono piuttosto «incrociare», e l’esito finale dell’appuntamento elettorale di domenica scorsa ne è stata la dimostrazione più concreta e tangibile.

Tanto più se a quello scaturito dal conteggio dei voti si aggiunge il crollo da record del mondo dell’affluenza alle urne, precipitata addirittura al 22% (neanche un quarto degli aventi diritto, insomma), ben il 27% in meno di quella delle ultime elezioni. E non è un caso se ciò che è successo domenica e lunedì in Calabria, già martedì scorso, era stato archiviato senza colpo ferire dalle prime pagine dei maggiori quotidiani italiani. Perché, come dice un vecchio proverbio, «al contadino (nello specifico: agli elettori) non far sapere com’è buono il formaggio con le pere». Si sa mai, potrebbe piacergli e ribadire la propria fiducia all’attuale governo, rivotando centrodestra anche nelle politiche 2027.

Il fronte contro la riforma

Ed è proprio nella speranza di evitare questo che dem, sinistra e campo(santo) hanno chiesto una mano a Cgil (che ha appena festeggiato i suoi 120 anni di vita alla Scala di Milano, teatro simbolo dell’alta borghesia, ormai più che dei lavoratori a rischio; Landini si preoccupa dei propri interessi politici), giuristi, magistrati, stampa, Anpi, Arci, per aiutarli a far bocciare il testo della legge elettorale – a loro dire incostituzionale per diversi motivi, fra cui: premio di maggioranza; indicazione del candidato premier e aumento del numero delle firme necessarie per la presentazione delle liste – dalla Consulta, ad approvazione definitiva acquisita. Con la presentazione di un fiume di ricorsi contro le norme ritenute inaccettabili, chiedendone la cancellazione.

In pratica si tratta della rimessa in campo di quella sorta di pantomima di partito del referendum che tanta parte ha avuto nella vittoria del «no» a febbraio scorso. Sperando che riesca a centrare lo stesso risultato. Tanto un «déjà-vu» in più o uno in meno per la sinistra non è mai stato un problema. Ancora meno se utile a raggiungere i propri obiettivi! E, per chiudere, un dubbio: che le toghe abbiano troppo da fare in politica per preoccuparsi di giustizia e sicurezza? Speriamo, almeno, che non ci propinino un altro «errore giudiziario», anzi, «costituzionale».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Carabinieri, concorso straordinario per 400 allievi marescialli: aperto ai laureati fino a 28 anni

Domande aperte fino al 30 ottobre 2026 È online da oggi il primo concorso straordinario nella storia dell’Arma dei Carabinieri dedicato al reclutamento di 400...

Dpfp, il Governo: nel 2026 entrate in crescita del 3,6% e conti più solidi

I bonus edilizi pesano ancora sull’andamento del debito Il Governo mette nero su bianco una strategia che punta a coniugare rigore nei conti e nuovi...

Ultime notizie

Lavoro, UniCredit apre nuove selezioni per diplomati e laureati

Previsti formazione continua e apprendimento sul campo UniCredit apre il Core Banking Programme a neodiplomati e neolaureati interessati a costruire un percorso professionale nel settore...

Fabbrica abusiva esplosa a Ercolano: condanna definitiva per Pasquale Punzo

L'imputato non ha impugnato la sentenza e verrà applicato uno sconto Il processo d’appello per la strage sul lavoro di Ercolano riparte con due soli...

Garlasco, chiuse le indagini su Sempio: nuovi interrogativi sul caso Stasi

La Procura: «La scarpa taglia 42 compatibile con le misure di Sempio» Una scarpa compatibile con il piede di Andrea Sempio, due controanalisi negative che...