Il legale: le ragioni economiche non giustificano lo stop
Le difficoltà economiche delle strutture sanitarie private non possono giustificare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale. È la posizione di Federconsumatori Campania, che contesta la sospensione dei ricoveri programmati e diffida Aiop a revocare il provvedimento. L’associazione chiede che le attività riprendano immediatamente e concede tre giorni dal ricevimento della diffida prima di procedere nelle sedi giudiziarie civili e penali, presso le autorità di vigilanza e l’AGCM, anche per ottenere il risarcimento degli eventuali danni subiti dai pazienti.
La contestazione riguarda una protesta che, da lunedì 21 settembre, interessa una quarantina delle 64 case di cura private accreditate della Campania, dotate complessivamente di oltre 6.200 posti letto secondo i dati di Aiop. Il bilancio di Federconsumatori è di circa 3mila prestazioni rinviate, alle quali si aggiunge l’interruzione dei trasferimenti dagli ospedali pubblici verso le strutture riabilitative. Per il presidente dell’associazione, Giovanni Berritto, «usare i ricoveri dei cittadini come strumento di pressione per strappare alla Regione budget e tariffe più alti significa prendere in ostaggio i malati». Una condotta per la quale «non esiste alcuna ragione, né giuridica né morale, che possa giustificarlo».
Il problema, osserva Berritto, non riguarda soltanto gli interventi chirurgici saltati. «Dietro ciascuna delle circa tremila prestazioni rinviate c’è una persona che attendeva un intervento chirurgico, un ciclo di riabilitazione o un posto in lungodegenza». A risentirne è anche l’organizzazione degli ospedali pubblici: «A questo si aggiunge il blocco dei trasferimenti dagli ospedali pubblici verso le strutture di riabilitazione, che trattiene nei reparti per acuti pazienti ormai stabilizzati e scarica l’intero peso della protesta sui pronto soccorso e sulle liste d’attesa campane».
La contestazione sui contratti con la sanità pubblica
La diffida e messa in mora, trasmessa tramite PEC ad Aiop Campania e per conoscenza alla Direzione generale per la Tutela della salute della Regione, affronta anche gli obblighi delle strutture convenzionate. Carlo Spirito, legale referente di Federconsumatori Campania APS per la sanità, sostiene che «con l’accreditamento istituzionale e le convenzioni le case di cura entrano a pieno titolo nella rete pubblica di ricovero e cura e operano in nome, per conto e con i fondi del Servizio sanitario nazionale».
Il legale ritiene che i margini per interrompere l’assistenza siano estremamente circoscritti: «Un soggetto accreditato può sospendere le attività soltanto in presenza di un’impossibilità tecnica comprovata ed eccezionale, come gravi e imprevedibili carenze strutturali o cause di forza maggiore non imputabili alla gestione». Le questioni riguardanti budget, liquidazione delle prestazioni e adeguamento tariffario, precisa, «non rientrano in questa categoria e non legittimano l’interruzione unilaterale di un servizio pubblico essenziale».
Federconsumatori non ignora le richieste economiche avanzate dalle strutture, ma contesta che il loro mancato accoglimento possa tradursi nella sospensione dell’assistenza. «Aiop lamenta nove mesi senza budget definitivo e senza contratti, tariffe ferme da quattordici anni e 66,2 milioni di euro di prestazioni erogate nel 2024 oltre il tetto e non remunerate: sono rivendicazioni che si discutono al tavolo con la Regione, non nelle corsie», ribadisce Berritto. «Il diritto alla salute tutelato dall’articolo 32 della Costituzione non può essere subordinato a un contenzioso economico o a una rivendicazione di categoria».
L’ultimatum ad Aiop e le richieste di risarcimento
Federconsumatori pretende «la revoca immediata di qualsiasi direttiva, delibera o indicazione volta a bloccare, sospendere o contingentare i ricoveri in regime di accreditamento» e il ritorno «senza ulteriore ritardo» alla piena erogazione dei servizi per tutti gli aventi diritto. Se la situazione non sarà risolta entro tre giorni dal ricevimento dell’atto, l’associazione procederà «senza ulteriore preavviso» nelle sedi giudiziarie civili e penali competenti, oltre che presso le autorità di vigilanza e l’AGCM.
Aiop Campania e le strutture associate, secondo quanto annunciato da Federconsumatori, saranno chiamate a rispondere degli eventuali danni provocati dai ritardi, dai rinvii e dalla mancata erogazione dei ricoveri nei tempi previsti. Per documentare le conseguenze della protesta, gli sportelli dell’associazione a Napoli, Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, spiega Berritto, «raccolgono da subito le segnalazioni di chi si è visto rinviare un ricovero, per documentare i danni e sostenere ogni richiesta di risarcimento».
L’iniziativa si aggiunge a quelle già avviate dai sindacati. Le segreterie regionali di CGIL e FP CGIL Campania hanno inviato una diffida ad Aiop e alle cliniche associate il 18 settembre, mentre CISL FP e UIL FP hanno sollecitato l’apertura di un tavolo urgente. Con il proprio intervento, Federconsumatori introduce nella vertenza anche le istanze dei cittadini-utenti del Servizio sanitario regionale.
Fico: «La nostra offerta prevede un incremento»
Sul confronto economico tra la Regione e le strutture accreditate è intervenuto ieri anche il presidente della Campania, Roberto Fico, durante l’appuntamento napoletano che ha dato il via al conto alla rovescia per l’America’s Cup 2027. «Abbiamo fatto molti incontri con le associazioni di categoria, si continua a fare un lavoro serrato anche con un dialogo e al più presto risolveremo», ha dichiarato il governatore.
La Regione ha già formulato una proposta economica, ma restano distanze rispetto alle richieste delle cliniche. Fico ha spiegato che «la nostra offerta prevede un incremento» e che si sta cercando di comprendere «perché per loro è poco l’incremento che per noi va bene». Il presidente ha comunque assicurato che esiste una «tranquillità di dialogo con tutti gli attori della sanità».
Il governatore ha quindi richiamato la necessità di migliorare anche l’organizzazione del sistema pubblico: «Al di là del privato accreditato, come pubblico dobbiamo avere prestazioni molto più performanti, far funzionare i nostri macchinari in modo più strutturato, capace, efficiente e forte». Quanto al ruolo delle cliniche convenzionate, ha ricordato che «il privato lo accredita la Regione per comprare delle prestazioni che il pubblico non riesce a fare, il rapporto deve essere complementare». Un lavoro che, ha concluso, deve perseguire lo stesso obiettivo: «Garantire la salute della persona curata e della salute pubblica».




