Morte di Chiara Jaconis, i giudici dispongono nuovi accertamenti

La Corte accoglie la richiesta della difesa del minore

Due anni dopo la morte di Chiara Jaconis, i giudici tornano sulla ricostruzione di quanto accadde in via Santa Teresella agli Spagnoli a Napoli. Un perito dovrà stabilire la traiettoria dei due oggetti lanciati dall’abitazione. La decisione è della Corte di appello per i minorenni, che ha accolto la richiesta presentata dalla difesa del ragazzino indicato dagli inquirenti come autore del lancio. Lo si apprende da un articolo di Leandro Del Gaudio per «il Mattino». Il prossimo passaggio è fissato per il 17 dicembre, quando saranno affidati all’esperto l’incarico e i quesiti relativi alla dinamica che portò alla morte della turista padovana, colpita da due pezzi di statuette.

Il precedente proscioglimento del minore

Sul caso era già intervenuto alcuni mesi fa il gup Lucarelli. Il bambino, che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 14 anni, era stato dichiarato non imputabile e quindi prosciolto con sentenza di non luogo a procedere. Il giudice aveva però ritenuto che fosse stato proprio lui a lanciare gli oggetti presenti nell’abitazione. È su questa ricostruzione che i genitori hanno presentato appello.

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La difesa, affidata all’avvocato Carlo Bianco, ha chiesto di sottoporre la dinamica a una verifica tecnica, sollecitando la nomina di un perito balistico e l’esame della traiettoria dei due oggetti. Dopo la camera di consiglio, la Corte ha ritenuto di procedere con l’approfondimento.

Il processo ai genitori e gli episodi precedenti

La nuova perizia potrebbe entrare anche nell’altro procedimento aperto sulla vicenda, quello a carico dei genitori del ragazzino. La Procura contesta loro la colpa in vigilando per non aver adeguatamente sorvegliato il figlio. Il fascicolo è davanti a un giudice monocratico del Tribunale di Napoli, che tornerà a occuparsene dal prossimo 23 ottobre.

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Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti anche episodi precedenti alla morte di Chiara Jaconis. Il pm Ciro Capasso, titolare del fascicolo insieme al collega Raffaele Barela, ha richiamato altri lanci di oggetti avvenuti dai piani alti dello stesso edificio di via Santa Teresella agli Spagnoli. Tra gli atti figurano inoltre messaggi scambiati tra la madre del bambino e una conoscente nei quali, secondo l’accusa, emergeva preoccupazione per condotte dello stesso tipo.

Il giudizio sulla posizione dei genitori dovrà quindi confrontarsi anche con questi elementi. A essi potrebbero aggiungersi i risultati della perizia appena disposta dalla Corte di appello per i minorenni, che dovrà fornire una nuova ricostruzione tecnica del lancio dei due oggetti che colpirono Chiara Jaconis.

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