La donna racconta Tucci: «Dopo l’omicidio era tranquillo»
Una madre chiamata a ricostruire davanti ai giudici il rapporto della figlia con il giovane che ha confessato di averla uccisa. Fiorenza Cossentino ha testimoniato nel processo per la morte di Martina Carbonaro, ripercorrendo episodi, conversazioni e comportamenti precedenti al delitto. Per oltre tre ore, interrotte da una sola pausa, la donna ha risposto alle domande di giudici, pm e avvocati. Un racconto difficile, segnato più volte dall’emozione, nel quale sono tornati il rapporto tra Martina e Alessio Tucci, la fiducia che la famiglia aveva riposto nel ragazzo e alcuni episodi che Fiorenza ha detto di avere conosciuto soltanto prima o dopo la morte della figlia.
Martina aveva 14 anni quando è stata uccisa il 26 maggio 2025 ad Afragola dall’ex fidanzato. La madre è arrivata in tribunale con il braccialetto elettronico, applicato anche al marito dopo le minacce rivolte alla famiglia dell’imputato. Durante la deposizione ha cercato più volte sul monitor una reazione di Tucci, che per gran parte dell’udienza è rimasto seduto con lo sguardo basso e la testa tra le mani.
La fiducia della famiglia
Il rapporto tra Tucci e i Carbonaro era reso ancora più stretto dalla parentela esistente tra le due famiglie. Proprio per questo il giovane era stato accolto in casa e considerato una persona alla quale poter affidare Martina. «L’avevamo affidata a lui, anche perché c’è una parentela tra le nostre famiglie, e lui ce l’ha uccisa», aveva detto Fiorenza poco prima di entrare in tribunale. «L’amore è libertà e non è possesso, io voglio giustizia».
In aula la donna si è soffermata anche sulle ore successive alla scomparsa della figlia. Ha ricordato un Alessio Tucci che, pur avendo già ucciso Martina, appariva ai suoi occhi preoccupato ma tranquillo e si unì alle ricerche della ragazza. Un atteggiamento che, secondo la testimonianza, non cambiò neppure quando i carabinieri raggiunsero l’abitazione della famiglia per prendere alcuni effetti personali della 14enne: in quel momento Tucci si sarebbe persino offerto di preparare il caffè ai militari.
Il passaggio più doloroso della deposizione è arrivato quando un avvocato di parte civile ha chiesto a Fiorenza di raccontare chi fosse sua figlia. «Era bella come il sole, piena di vita. Vorrei che (Tucci) mi dicesse le sue ultime parole. L’ho trattato come un figlio, ha ucciso mia figlia e ha pugnalato anche me. Non lo perdonerò mai». Martina aveva già immaginato anche il proprio futuro. «Voleva andare all’Alberghiero», ha ricordato la madre: il suo progetto era quello di aprire un ristorante.
Lo schiaffo e il messaggio sull’amico conosciuto online
Nel corso dell’esame Fiorenza Cossentino ha spiegato di avere saputo soltanto due volte di comportamenti violenti di Tucci nei confronti della figlia. Uno riguarda uno schiaffo di cui venne informata il 23 maggio 2025, pochi giorni prima dell’omicidio. «Venni a conoscenza di questo schiaffo», ha riferito. Martina, parlando dell’accaduto, le disse: «in due anni ci sta».
L’altro episodio è legato a un ragazzo con il quale la 14enne aveva iniziato a scambiarsi messaggi dopo la fine della relazione con Alessio. Tucci, una volta saputo di quell’amicizia virtuale, aveva scritto in chat di voler accoltellare il giovane. La madre ha voluto chiarire che non si trattava di un nuovo fidanzato: «Mia figlia ha avuto un solo fidanzato. F. era solo un amico, con il quale chattava». Il ragazzo vive fuori dalla Campania e, secondo quanto ricostruito in aula, tra i due c’erano stati soltanto contatti attraverso social e chat. Dopo la morte della figlia Fiorenza ha scoperto inoltre un altro aspetto della relazione: Martina utilizzava l’Intelligenza artificiale per chiedere consigli su come affrontare e gestire il rapporto con Alessio Tucci.
L’amica racconta le ultime ore di Martina
Prima della deposizione della madre era stata ascoltata Anna, l’amica con la quale Martina trascorse le ultime ore prima di andare con l’ex fidanzato nell’abitazione abbandonata dove sarebbe stata uccisa. Essendo minorenne, ha testimoniato dietro un paravento. La ragazza sapeva che Martina e Alessio si erano lasciati e ha riferito che quel giorno i due parlarono della separazione senza una discussione accesa. In seguito dovette allontanarsi per una commissione e li lasciò soli.
«Non sapevo di atteggiamenti violenti da parte di lui: con Martina avevamo parlato di un altro ragazzo (con cui si scambiava messaggi in chat) e del fatto che aveva lasciato Alessio perché non lo amava più». La prossima udienza è fissata al 23 settembre. Saranno ascoltati quattro testimoni, tra i quali anche il ragazzo veneto con il quale Martina aveva instaurato l’amicizia a distanza.




