Castellammare, Vitagliano: «Serve una visione concreta per il riscatto della città»

Il sindacalista del SALPI interviene sulla proposta di Democratici e Progressisti

Una strategia che non si limiti alla prossima competizione elettorale, ma che provi a mettere in sicurezza investimenti, opere e occasioni di sviluppo già disponibili per Castellammare di Stabia. È questa la prospettiva evidenziata da Matteo Vitagliano, sindacalista SALPI dell’Area Metropolitana di Napoli, nel commentare la nota politica diffusa da Democratici e Progressisti sul futuro della città. Secondo Vitagliano, il documento restituisce «una visione estremamente lucida e dettagliata delle criticità e delle opportunità del territorio», mostrando una conoscenza approfondita sia della macchina amministrativa sia delle risorse economiche e progettuali attualmente in campo.

Uno degli aspetti maggiormente significativi viene individuato nella proposta dell’“Accordo per Castellammare”, pensato come strumento per aprire fin da subito un confronto istituzionale con la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli. L’obiettivo sarebbe quello di evitare che la fase commissariale determini rallentamenti o, peggio ancora, la perdita di opportunità legate ai progetti strategici già finanziati attraverso strumenti come PNRR, CIS e PRIUS. Una linea che, nella lettura di Vitagliano, consentirebbe di non attendere passivamente la conclusione del commissariamento prevista nel 2028, ma di intervenire immediatamente sulle priorità della città.

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Terme, porto e cantieristica tra le priorità

Il documento entra poi nel merito di alcune delle questioni che da anni condizionano le prospettive economiche e urbanistiche di Castellammare. Tra queste occupa un posto centrale il patrimonio idrominerale stabiese, a partire dal futuro delle Antiche Terme fino alla valorizzazione delle sorgenti Vanacore. Un patrimonio storico e naturale che potrebbe tornare a rappresentare uno dei motori dell’economia cittadina, se inserito all’interno di una programmazione capace di collegare termalismo, turismo e riqualificazione urbana.

Altrettanto strategico è il futuro del Cantiere Navale e del Porto Antico. In questo quadro vengono richiamate questioni considerate decisive per lo sviluppo dell’area, dalla realizzazione del bacino a mare alla demolizione dei Silos, interventi destinati a incidere profondamente sulla relazione tra la città, il porto e il suo sistema produttivo.

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L’attenzione, tuttavia, non può concentrarsi esclusivamente sul centro e sulla fascia costiera. Nella proposta trovano spazio anche le periferie e, in particolare, quartieri come Savorito e CMI, per i quali viene indicata la necessità di interventi di recupero e rigenerazione. Dalla sanità all’archeologia: una strategia integrata Per Vitagliano, uno degli elementi qualificanti della proposta è soprattutto il tentativo di superare una programmazione per compartimenti separati. Mobilità, turismo, sanità, infrastrutture e cultura vengono infatti ricondotti all’interno di un’unica prospettiva territoriale. In questa cornice assumono particolare rilevanza il progetto del Nuovo Ospedale e la valorizzazione del Polo archeologico di Stabiae, considerato un patrimonio dalle grandi potenzialità culturali e turistiche.

La sfida di Castellammare

Castellammare, del resto, dispone di risorse difficilmente riscontrabili contemporaneamente in altre realtà: mare, archeologia, patrimonio termale, industria cantieristica, posizione geografica strategica e vicinanza ai grandi circuiti turistici della Campania. Il problema, secondo questa impostazione, non è quindi soltanto individuare nuove opportunità, ma riuscire a mettere finalmente in relazione quelle già esistenti. Ed è proprio su questo terreno che Vitagliano individua il valore politico della proposta avanzata da Democratici e Progressisti. «È una capacità di analisi maturata negli anni – sottolinea il sindacalista – che mette al centro il riscatto della città anziché le sole logiche delle coalizioni elettorali».

Un messaggio che sposta dunque il confronto dal terreno delle appartenenze a quello dei programmi e delle priorità. Per Castellammare la vera sfida dei prossimi anni sarà infatti trasformare finanziamenti, progetti e patrimonio esistente in interventi concretamente realizzati, evitando che la fase commissariale interrompa o rallenti un percorso di sviluppo che la città non può permettersi di rinviare ancora.

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