Avellino al 33,9%, Napoli al 18,5
Una dotazione complessiva di 14,99 miliardi di euro, ma appena il 16,8% dei progetti conclusi. La fotografia del Pnrr in Campania restituita dal dossier del Servizio studi di Camera e Senato, elaborato sui dati ReGiS aggiornati al primo luglio, evidenzia un ritardo complessivo e una marcata distanza tra le performance delle singole province.
Avellino è quella più avanti, con il 33,9% dei progetti conclusi. Alle sue spalle si collocano Salerno con il 24,8% e Caserta con il 24,4%. Più indietro Napoli, ferma al 18,5%, mentre Benevento chiude la graduatoria regionale con il 18,1%. Il divario tra la prima e l’ultima provincia sfiora così i 16 punti percentuali.
Nel dossier i progetti vengono conteggiati una sola volta per regione anche quando interessano più province dello stesso territorio. I 14,99 miliardi attribuiti alla Campania comprendono inoltre sia gli interventi localizzati nella regione sia la quota parte di quelli che insistono su più regioni. Il monitoraggio precisa anche che le percentuali sono ponderate sul valore finanziario dei progetti: gli interventi di maggiore importo incidono quindi maggiormente sul dato complessivo.
La Campania sotto la media italiana
Il confronto nazionale rafforza il quadro di difficoltà. Il Pnrr vale complessivamente 194,4 miliardi di euro, distribuiti attraverso 224 misure e 575 traguardi. Di questi, 173,3 miliardi sono territorializzati e fanno riferimento a 672.549 progetti censiti, che salgono a 677.398 considerando separatamente quelli che coinvolgono più regioni. Altri 17,3 miliardi riguardano interventi di ambito nazionale.
In Italia la percentuale relativa ai progetti conclusi è del 23,7% e sale al 26,2% escludendo quelli non regionali. La Campania, al 16,8%, rimane quindi sensibilmente al di sotto della media. Tra le regioni con i valori più bassi figurano anche Calabria al 15,6%, Molise al 15,9% e Sicilia al 16,7%, mentre la Liguria registra il dato peggiore in assoluto con il 10,2%. Il Lazio è poco sopra, al 17,3%.
Il Mezzogiorno non procede però tutto alla stessa velocità. La Basilicata raggiunge il 21%, la Sardegna il 21,9% e l’Abruzzo il 27,6%. In testa alla graduatoria nazionale si trovano invece Trentino-Alto Adige/Südtirol con il 46,4%, Lombardia con il 40,4%, Friuli-Venezia Giulia con il 37,2% ed Emilia-Romagna con il 36%, seguite da Piemonte al 29,4%, Toscana al 29% e Marche al 28,3%.
Le forti differenze registrate anche all’interno delle singole regioni mostrano come sullo stato di avanzamento possano incidere la struttura amministrativa, la natura degli interventi e la tipologia dei soggetti attuatori presenti nei diversi territori.
Nappi: «Fallimento politico e amministrativo»
I dati diventano anche terreno di scontro politico. Severino Nappi, vice coordinatore della Lega in Campania e componente del Consiglio Federale del partito, attacca il centrosinistra alla guida della Regione: «Altro che modello di efficienza e narrazione trionfalistica, i dati del dossier del Servizio studi di Camera e Senato certificano il fallimento politico e amministrativo del centrosinistra alla guida della Regione Campania».
Secondo Nappi, «con appena il 16,8% dei progetti conclusi e oltre l’83% delle opere al palo, la giunta regionale dimostra una clamorosa incapacità di gestione delle risorse. Tenere bloccate risorse per quasi 15 miliardi di euro significa soffocare lo sviluppo del territorio».
«Mentre la propaganda della sinistra vende successi sulla pelle dei cittadini, i dati ufficiali raccontano di una Regione paralizzata: Napoli è al 18,5% di avanzamento, Benevento sprofonda all’ultimo posto regionale con il 18,1%», prosegue l’esponente della Lega.
«Il verdetto è inoppugnabile: il problema della Campania non è mai stata la mancanza di fondi, ma l’inadeguatezza di chi la governa. Chi non è in grado di mettere a terra le risorse del Pnrr non può parlare di buon governo, né può permettersi di dare lezioni: ha solo fallito la propria missione», conclude Nappi.




