«Uno bianca», esce il 25 luglio il terzo libro di Mazzanti sulla banda dei fratelli Savi

Il volume ricostruisce la strage di Castel Maggiore e i depistaggi legati al caso Macauda

Esce il prossimo 25 luglio la nuova opera di ricostruzione storica e giudiziaria firmata da Massimiliano Mazzanti, giornalista e scrittore bolognese, già consigliere comunale felsineo, che fin da subito rivolse la propria attenzione a quelli che le cronache hanno identificato come «i delitti della Uno bianca».

Si tratta di un volume imponente, edito da Signs Publishing, che squarcia il velo sui troppi misteri ancora aperti attorno alla banda dei fratelli Savi. Fu uno dei più devastanti fatti di cronaca del secondo dopoguerra, una ferita che il tempo non riesce a rimarginare, specialmente quando la ricerca della verità si scontra con una trama fittissima di omissioni, depistaggi e inquietanti complicità, come documentato nel libro.

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Con il rigore documentale e il coraggio intellettuale che da sempre lo contraddistinguono, Massimiliano Mazzanti torna in libreria con uno straordinario saggio di ben 648 pagine, dal titolo «Uno bianca. 1988: la strage di Castel Maggiore e il depistaggio Macauda». Un’opera monumentale che rappresenta il coronamento di oltre venticinque anni di inchieste e approfondimenti personali dedicati a una delle pagine più buie, violente e controverse della storia italiana recente.

Si tratta del terzo libro di Mazzanti sulla tragica vicenda, dopo «Uno bianca. La banda di Roberto e Fabio Savi», del 2008, e «Uno bianca. Depistaggi, bugie e misteri irrisolti», del 2012.

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L’assassinio di Stasi ed Erriu e il ruolo di Macauda

Il saggio, infatti, non si limita a ripercorrere la fredda cronaca degli avvenimenti, ma scava a fondo nelle dinamiche che hanno permesso a una banda familiare di trasformarsi in una spietata macchina di morte, che ha imperversato per mesi in Emilia-Romagna.

L’indagine parte dal tragico assassinio dei giovani carabinieri Cataldo Stasi e Umberto Erriu, avvenuto nel buio della periferia di Castel Maggiore, per svelare l’incredibile rete di protezioni e i depistaggi occulti che videro il coinvolgimento anche di figure interne alle forze dell’ordine, a partire dal misterioso brigadiere Domenico Macauda.

Mazzanti analizza come un’accolita di feroci rapinatori sia potuta diventare uno strumento arruolabile persino per finalità di stampo terroristico, proprio negli anni cruciali a cavallo tra il 1990 e il 1991.

La richiesta di verità delle famiglie

Un profondo e sincero ringraziamento all’autore è giunto direttamente dalle famiglie Stasi ed Erriu, che hanno voluto sottolineare come, grazie a queste inchieste e a queste pagine, il sacrificio dei loro ragazzi sia stato restituito alla memoria collettiva come monito per il presente e per il futuro.

Le stesse famiglie ricordano come questa vicenda presenti ancora troppi lati oscuri, rinnovando con forza la richiesta di verità e giustizia contro ogni tentativo di fermarsi a mezze verità storiche o a ricostruzioni parziali.

La presentazione del volume a Bologna

Per chi volesse scoprire l’opera in anteprima e ascoltare le parole dell’autore, l’appuntamento è per giovedì 23 luglio a Bologna, presso il ristorante A Balùs, in via del Borgo di San Pietro 9/2, dove alle ore 18 si terrà la prima presentazione ufficiale del volume.

Sarà un evento di straordinario valore civile e umano, durante il quale lo scrittore e giornalista Maurizio Matrone intervisterà Massimiliano Mazzanti. L’incontro vedrà gli importanti interventi di Ludovico Mitilini, consigliere dell’Associazione familiari vittime della Uno bianca; di Michele Stasi, fratello del carabiniere Cataldo Stasi; e di Alessandro Stefanini, fratello di Otello Stefanini, vittima della cosiddetta «strage del Pilastro». Saranno inoltre presenti altre vittime e parenti dei caduti, che porteranno la propria testimonianza.

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