Lettera al sindaco da una napoletana costretta a emigrare: «Così ci state facendo scappare»

L’amarezza: «Non bastano turismo e folclore»

Dopo gli episodi di violenza registrati a Montesanto e le polemiche sulla sicurezza in città, riceviamo e pubblichiamo la lettera di una napoletana costretta a lasciare Napoli per cercare lavoro altrove.

Al Sindaco di Napoli e all’Amministrazione comunale,
scrivo questa lettera con rabbia e dolore, da napoletana che ama la propria città più di ogni altra cosa e che, proprio a causa di quello che sta succedendo, è stata costretta ad andarsene.

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Quello che è accaduto a Montesanto è una vergogna che ha fatto il giro del mondo. Non parlo per sentito dire: mia cognata, che vive in Inghilterra, ha visto il video di quella sparatoria in pieno centro, tra la folla, a pochi passi da un commissariato. Un uomo incappucciato con un kalashnikov in mezzo a turisti e bambini non è un fatto di cronaca locale: è un’immagine che distrugge in pochi secondi anni di lavoro sul turismo e sull’immagine della città. E questa non è nemmeno la prima stesa delle ultime settimane: è la quinta nello stesso quadrante del centro storico. Quanti altri episodi servono prima di un intervento vero?

Chiudere i bar, come è stato fatto, non risolve nulla: sposta il problema e colpisce chi lavora onestamente, i piccoli imprenditori che già faticano a sopravvivere. Così facendo, state impoverendo ulteriormente una città che ha già troppa povertà e disoccupazione, e alimentando esattamente le condizioni in cui la criminalità prospera.

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E poi c’è un altro problema, forse ancora più profondo: l’immagine che si dà di Napoli si ferma quasi sempre al centro storico, tra folclore e vetrine per turisti, mentre il resto della città cade a pezzi. Strade piene di buche, quartieri sporchi e abbandonati, mentre il Comune non manca certo di risorse. Napoli non è solo il “teatro a cielo aperto” del centro: è una città intera, che merita attenzione e investimenti ovunque, non solo dove passano i turisti.

Sono dovuta andare al Nord Italia perché qui, a Napoli, il lavoro non c’è, la gestione dei servizi è spesso un disastro e la sicurezza non è garantita. Tutti i miei amici hanno fatto la stessa scelta: siamo scappati, ragazzi che questa città la amano davvero, che hanno studiato e fatto sacrifici, e che oggi non ci vivono più. State facendo fuggire proprio le persone che vorrebbero costruire il futuro di Napoli.

Eppure io un sogno ce l’ho ancora: tornare a vivere a Napoli con la mia famiglia. Per questo vi scrivo, non solo per accusare, ma per chiedere con forza di non mollare la presa. Napoli negli ultimi anni stava dimostrando di potercela fare e, proprio per questo, non possiamo permetterci passi indietro.

Vi chiedo concretamente:

  • di investire seriamente sulla sicurezza, con più concorsi pubblici per le forze dell’ordine e stipendi adeguati a chi ogni giorno rischia la vita per questa città;
  • di intervenire con decisione contro la criminalità organizzata e le baby gang, non con misure tampone come la chiusura delle attività commerciali;
  • di destinare risorse concrete anche ai quartieri fuori dal centro storico, per strade, decoro urbano e servizi;
  • di lavorare per un’immagine di Napoli più vera e completa, che non sia solo cibo e folclore, ma che restituisca dignità a una città che ha molto di più da offrire.

Napoli è la città più bella del mondo. Merita amministratori che lottino per lei con la stessa passione con cui tanti di noi, pur da lontano, continuano ad amarla.

Distinti saluti,
Fabiana

Federproprietà Napoli

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