Piazza Bellini, vetrina sporca della città
La raccolta dei rifiuti nel centro storico di Napoli dovrebbe essere garantita cinque volte al giorno da Asia. Eppure, alle 17 di un sabato pomeriggio di giugno, i cassonetti di piazza Bellini sono strabordanti. Secondo TgCom24, giugno «si conferma un mese da record per il capoluogo partenopeo, con il Comune che stima oltre un milione di turisti». L’assessora al Turismo e alle Attività Produttive, Teresa Armato, in più di una conferenza ha affermato che Partenope è la meta favorita in questo periodo per celebrare addii al nubilato e al celibato.
L’accoglienza, però, in alcune zone molto turistiche della città non è delle migliori. Piazza Bellini è un punto nevralgico della città che congiunge i Decumani con il Museo Archeologico Nazionale. I cassonetti si trovano accanto alle mura greche. Dopo aver percorso via San Sebastiano, la prima immagine che si presenta mette in risalto proprio la spazzatura. Eppure, è un luogo frequentato anche da universitari e nel quale hanno sede decine di attività commerciali, tra ristoranti e bar.
In estate, il problema dei rifiuti è aggravato dal caldo. Accomodarsi ai tavolini di un locale a due passi dai rifiuti significa consumare con il tanfo, accentuato dalle alte temperature, che provoca nausea e sale fino al secondo piano dei palazzi circostanti. Una realtà che non vive esclusivamente piazza Bellini, ma che purtroppo colpisce moltissime aree della città, che spesso diventano addirittura invivibili. Non bastano i cestini intelligenti, né la garanzia, da parte di Asia, di raccogliere i rifiuti almeno cinque volte al giorno. E chissà se basteranno i nuovi robot a salvare la città. Sicuramente servirebbe un piano più strutturato e un’accoglienza diversa per i turisti, ma anche per studenti e cittadini che vivono la città quotidianamente.



