Domande online dal 16 settembre al 31 ottobre
Via libera alla rottamazione-quinquies per i debiti con il Comune di Napoli: la misura riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023. La cornice è quella della definizione agevolata varata dal governo, che gli enti territoriali possono applicare ai propri carichi attraverso una delibera. Con il voto del Consiglio comunale, Palazzo San Giacomo ha scelto di utilizzare questa possibilità per le pendenze fiscali, tributarie e patrimoniali. Per cittadini e imprese che aderiranno, il conto sarà alleggerito: resteranno da versare il capitale dovuto e le spese vive, mentre saranno cancellati sanzioni, interessi di mora e aggio.
Il provvedimento illustrato dall’assessore al Bilancio Pierpaolo Baretta interviene su una massa di crediti non ancora incassati pari a 2,1 miliardi di euro. La parte più consistente è legata alle sanzioni al Codice della Strada, che valgono 1,502 miliardi. Altri 600 milioni riguardano invece le entrate tributarie.
Il perimetro della rottamazione-quinquies è circoscritto ai carichi consegnati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Fuori dalla definizione agevolata restano le condanne della Corte dei conti.
Le scadenze per contribuenti e imprese
Il calendario è già definito. Dal 15 settembre 2026, sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione saranno consultabili le informazioni necessarie per verificare quali carichi potranno rientrare nella procedura. La domanda dovrà essere trasmessa online dal 16 settembre al 31 ottobre 2026. Chi aderirà potrà saldare tutto entro il 31 gennaio 2027 oppure scegliere il pagamento rateale, con un piano fino a 54 rate bimestrali.
Baretta ha spiegato che l’amministrazione ha scelto di muoversi solo sui crediti arretrati considerati a rischio inesigibilità. L’obiettivo è duplice: provare a recuperare somme difficili da incassare e, allo stesso tempo, non compromettere gli equilibri dell’Ente.
L’assessore ha richiamato anche il rispetto dovuto agli oltre 150 mila napoletani che hanno già sistemato la propria posizione e a chi ha sempre pagato regolarmente. Sul tavolo resta inoltre una possibile estensione futura della rottamazione ad alcune tipologie di ruoli patrimoniali successivi al 2023.




