Centrosinistra in Campania, D’Errico apre il confronto: primarie per Municipalità e candidato sindaco

Aperto il cantiere per una legge regionale popolare scritta dai giovani

Nel centrosinistra campano torna a emergere, in maniera sempre più esplicita, il tema dei metodi di selezione della classe dirigente e della gestione dei processi decisionali interni. L’ultima occasione di confronto è stata l’iniziativa organizzata all’Hotel Ramada di Napoli dal consigliere regionale Davide D’Errico, eletto con la lista civica Fico Presidente.

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Al centro del dibattito due proposte che toccano direttamente gli equilibri della coalizione: l’introduzione delle primarie per le Municipalità e per la scelta dei candidati sindaco, e la costruzione di una legge regionale popolare scritta dai giovani.

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In particolare, la proposta di estendere il modello delle primarie ai livelli territoriali viene letta come un elemento potenzialmente divisivo all’interno del perimetro progressista, perché incide sui meccanismi tradizionali di selezione delle candidature oggi in larga parte gestiti dalle segreterie di partito.

«Se si fanno le primarie per il leader nazionale, quel metodo deve diventare la regola ovunque. Primarie per i presidenti di Municipalità, per i candidati sindaco. Altrimenti è solo scena», ha affermato D’Errico, rilanciando un’impostazione che spinge verso una maggiore apertura dei processi decisionali.

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Una legge per i giovani

Accanto alla proposta politica, l’iniziativa ha previsto anche la raccolta di contributi per una futura legge regionale dedicata ai giovani, attraverso un’urna posizionata vicino al palco in cui sono state inserite le idee dei partecipanti.

All’evento hanno preso parte amministratori ed esponenti politici provenienti da diverse esperienze del centrosinistra e del civismo campano, tra cui il neoassessore del Comune di Napoli Valerio Di Pietro (Pd), il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione e il sindaco di Caivano, oltre a rappresentanti di realtà associative e civiche della regione.

Una partecipazione trasversale che, tuttavia, non cancella la lettura politica più rilevante dell’iniziativa: la riemersione di una discussione interna al centrosinistra sul rapporto tra partiti, territori e nuove generazioni.

Il nodo resta quello delle primarie e, più in generale, della governance delle scelte politiche locali. Un tema che, secondo più osservatori, rischia di diventare uno dei punti di maggiore tensione nei prossimi mesi, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative.

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