Verifiche sui reperti del palco e del sottopalco
A tre mesi dal rogo che ha colpito uno dei luoghi simbolo della cultura napoletana, l’inchiesta segna un passaggio formale ma decisivo: due persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Il fascicolo sull’incendio che il 17 febbraio scorso ha devastato lo storico teatro Sannazaro di via Chiaia procede con l’ipotesi di incendio colposo. I magistrati del pool coordinato dal procuratore aggiunto Antonio Ricci hanno disposto una serie di analisi sui reperti presenti nell’area del palco e del sottopalco.
In vista di questi accertamenti irripetibili, gli inquirenti hanno notificato l’avviso di garanzia al gestore Salvatore Vanorio, 49 anni, e a Giuseppe Falco, 48 anni, operaio che si era occupato di lavori nella struttura. Lo si apprende da un articolo di Dario Del Porto per «Repubblica Napoli». In questa fase del procedimento, l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto, previsto dalla legge per consentire lo svolgimento degli esami scientifici, e non equivale a un’ipotesi di responsabilità.
L’obiettivo degli accertamenti è individuare luogo, cause e mezzi di attivazione del fuoco che, sostiene la Procura, «ha permesso il propagarsi delle fiamme fino al verificarsi dell’incendio». Per consentire le verifiche, si procederà alla movimentazione dei detriti e all’estrazione dei reperti che dovranno essere successivamente esaminati. Le operazioni saranno eseguite dai vigili del fuoco e inizieranno il 27 maggio alle ore 10. Gli indagati potranno nominare un proprio consulente di parte. L’avvocato Pasquale Coppola, legale di Vanorio, afferma: «Siamo tranquillissimi, perché consapevoli di aver posto in essere tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del teatro».
Il percorso per restituire il Sannazaro alla città
Mentre l’inchiesta punta a chiarire le cause del rogo, resta aperto anche il fronte della ricostruzione e del futuro del Sannazaro. Il direttore del dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Mic, Luigi La Rocca, ha spiegato nei giorni scorsi, durante il concerto di sensibilizzazione organizzato dal San Carlo, che la fase di acquisizione del teatro al patrimonio del ministero potrebbe concludersi entro settembre.
La procedura di acquisto del bene vincolato è stata avviata già da settimane, ma i tempi devono tenere conto di alcuni passaggi obbligati. A giugno dovrebbe essere approvato il documento di programmazione finanziaria. Poi saranno necessari il tavolo in prefettura e il passaggio con il Demanio.
Anche per il Comune e per il sindaco Gaetano Manfredi la ricostruzione del Sannazaro rappresenta una priorità. Palazzo San Giacomo e la Regione potrebbero intervenire dopo l’acquisizione da parte dello Stato. Un altro nodo ancora da sciogliere riguarda l’individuazione di una sede provvisoria che consenta di rendere possibile la programmazione. Tra le ipotesi c’è il Teatro di Corte di Palazzo Reale, soluzione sostenuta dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. Dopo il devastante incendio del 17 febbraio, gli investigatori provano dunque a stabilire le cause del rogo, mentre sul piano istituzionale si studia il percorso per restituire il teatro Sannazaro alla città.






