Domenico Caliendo, Oppido davanti al Gip: «Ricostruzione mai cambiata»

Il cardiochirurgo interrogato per 3 ore

Il secondo interrogatorio di Guido Oppido davanti al Gip di Napoli si chiude con una linea difensiva netta: nessuna modifica della ricostruzione dei fatti e piena risposta alle domande del giudice e del pubblico ministero. Ora resta la decisione sulla richiesta di interdizione avanzata dalla Procura. Guido Oppido, cardiochirurgo difeso dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, è indagato per falso in cartella clinica e omicidio colposo insieme alla collega Emma Bergonzoni. L’inchiesta riguarda la morte di Domenico Caliendo, il bambino di poco più di due anni deceduto circa due mesi dopo un trapianto di cuore danneggiato.

Dopo il primo interrogatorio del 31 marzo scorso, ieri si è svolto il secondo confronto fissato dal Gip. È durato tre ore e precede la decisione sulla richiesta di interdizione presentata dalla Procura di Napoli, in relazione alla contestazione del reato di falso.

Pubblicità

Al termine dell’interrogatorio, Manes ha spiegato ai giornalisti: «Il dottor Oppido ha risposto a tutte le domande che sono state fatte, confermando la ricostruzione logica e cronologica degli accadimenti che ha sempre dato, che non ha mai modificato e, noi auspichiamo, rispondendo in modo esaustivo a tutte le domande del giudice e del pubblico ministero».

La difesa si è richiamata anche alla memoria depositata prima dell’interrogatorio, nella quale, ha aggiunto Manes, «evidenziamo i dati documentali che a nostro avviso confermano, confortano e suggellano questa ricostruzione degli accadimenti».

Pubblicità

Gli orari del trapianto e il nodo del clampaggio aortico

Il cuore dell’inchiesta resta nella sequenza temporale dell’intervento. I minuti e gli orari non corrispondenti, indicati o calcolati sulla base dei documenti redatti dall’équipe, sono infatti parte centrale dell’indagine, insieme alla verifica della contestualità delle fasi del trapianto eseguito il 23 dicembre scorso.

Su questo punto, Sorge ha sottolineato: «Dobbiamo registrare un mutamento dell’accusa, perché a fronte delle produzioni documentali che la difesa ha offerto e che testimoniano che allorquando vi è clampaggio aortico, tutta la fase successiva non può prevedere un valore pressorio di minima e massima».

Secondo il penalista, la documentazione prodotta dalla difesa avrebbe inciso sul quadro dell’accusa: «A fronte di tutto questo, della forza e della pienezza del dato documentale, perfino i consulenti del pubblico ministero hanno condiviso che il clampaggio aortico, laddove è certo che il cuore è stato appena espiantato alle 14.34, non potesse che essere clampato pochi minuti prima, certamente non antecedentemente alle 14.24».

Per la difesa, quindi, le discordanze non dimostrerebbero il falso contestato, ma sarebbero riconducibili a un errore nella ricostruzione dei tempi. Sorge lo ha definito «una sorta di comprensibilissimo errore nei ricordi piuttosto che nelle annotazioni, come spesso avviene nelle vicende giudiziarie e che ha dato luogo a questo addebito che oggi credo la difesa possa dire che non abbia fondamento giuridico».

L’«ok cuore» e la catena di responsabilità

Un altro punto riguarda la contestualità delle fasi del trapianto e il momento in cui sarebbe stata avviata la circolazione extracorporea. Manes ha chiarito la posizione dei due medici: «Riteniamo che non vi sia una mancanza di contestualità perché il dottor Oppido, così come la dottoressa Bergonzoni, a quanto apprendiamo, hanno sempre confermato di aver iniziato la pratica di avviamento alla circolazione extracorporea quando l’équipe di espianto raggiungeva l’ospedale e di aver iniziato la cardiectomia quando il box era giunto in sala».

Poi ha aggiunto: «Non hanno mai detto altro o nulla di più e crediamo che questi dati, a nostro avviso, siano stati documentalmente provati».

La difesa ha affrontato anche il tema del prelievo del cuore malato prima dell’apertura del box e, dunque, prima della verifica dell’esistenza di un problema. Gli avvocati hanno sostenuto che «il dottor Oppido non ha mai affermato in nessuna sede di aver avuto modo di verificare le condizioni del cuore, anche perché faceva totale affidamento, giustamente, secondo la catena di responsabilità che governa le attività di espianto e trapianto di organi, sull’ok cuore che aveva ricevuto dall’équipe di espianto». Manes ha precisato: «L’ok cuore è stato confermato che è stato dato sin da Bolzano».

Il confronto con l’équipe di Bolzano

Rispetto alle dichiarazioni dei medici dell’équipe di espianto andata a Bolzano, che non confermano di aver dato una risposta affermativa sulla cardioplegia in sala operatoria, il legale ha richiamato gli interrogatori degli altri indagati: «Io posso dire che gli ultimi elementi, che sono proprio gli interrogatori degli altri indagati, la dottoressa Farina e il dottor Pagano, confermano una circostanza che il dottor Oppido ha sempre dichiarato».

Il riferimento è all’arrivo del cuore nel contenitore alle 14.26. Manes ha ricostruito così quel passaggio: «Una volta giunto il cuore nell’ambito del contenitore a ore 14.26, pur non essendo tenuto a ciò, il dottor Oppido ha chiesto di parlare e di vedere direttamente il capo équipe proveniente da Bolzano, ovvero la dottoressa Farina».

Secondo il difensore, Farina avrebbe riconosciuto l’incontro: «La dottoressa Farina riconosce di essersi incrociata, di aver visto — stiamo parlando di interventi dove il timing è decisivo — di avere ricevuto da parte del dottor Oppido le domande: “Tutto ok? Come è andata? Vai a lavarti e a fare la cardioplegia”».

Manes ha concluso rivendicando la coerenza della versione del cardiochirurgo: «A me pare che questo elemento di natura probatoria dimostri in una maniera a questo punto completa che le affermazioni del dottor Oppido sono da sempre state conformi a verità».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Calcio, Allegri lancia il Napoli: «Rosa ottima ma l’Inter è la favorita»

Il tecnico: : «Hojlund e Lucca sono attaccanti di valore» «L’Inter ha lo scudetto sul petto e, come è logico, è la favorita». Massimiliano Allegri...

Campi Flegrei, il centrodestra regionale: «Chiederemo ancora lo stato d’emergenza»

Sangiuliano: «Bisogna superare l'attesa» Pieno sostegno del centrodestra alle parole del vescovo Villano, sull’emergenza Campi Flegrei. Gennaro Sangiuliano e i capigruppo dell’opposizione chiedono ora risposte...

Ultime notizie

«È armato»: lite tra fratelli a Camposano, padre accoltellato alla gamba

L’uomo era intervenuto in difesa della figlia «Correte, correte! È armato!». Sono bastate poche parole pronunciate tra le lacrime per far scattare l’allarme a Camposano,...

Ex Ilva, Federacciai e 14 imprese in campo: presentata manifestazione d’interesse

I sindacati lanciano un appello a Mattarella e Meloni Quindici realtà della siderurgia italiana si muovono sull’ex Ilva. Federacciai e quattordici imprese associate hanno presentato...

Terremoto nei Campi Flegrei, quasi 3.500 gli sfollati a Pozzuoli

Gigi Manzoni: Scuole comunali riapriranno regolarmente il 15 settembre Il conto degli sgomberi a Pozzuoli continua a crescere dopo il sisma del 31 luglio. Sono...