L’Istat inchioda il Superbonus di Conte: deficit al 2,7% senza la misura

La zavorra dei crediti fiscali: 8,4 miliardi per il 2025

Il deficit sarebbe stato più vicino al 2,7% del Pil senza il Superbonus. È questo il passaggio centrale emerso dall’audizione dell’Istat sul Documento di finanza pubblica. Nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite nella Sala del Mappamondo, il presidente dell’ISTAT, Francesco Maria Chelli, ha illustrato i dati aggiornati del conto delle amministrazioni pubbliche per il periodo 2022-2025, trasmessi alle istituzioni europee il 22 aprile nell’ambito della notifica su indebitamento netto e debito.

Secondo Chelli, «all’esito del confronto tecnico con Eurostat» i numeri risultano «pienamente coerenti con quanto già diffuso a livello nazionale il 3 aprile», confermando l’impianto della finanza pubblica per l’intero quadriennio. Le revisioni introdotte, ha spiegato, sono legate «al naturale processo di affinamento delle stime connesso alla trasmissione dei dati al 31 marzo». Un aggiornamento che incorpora anche le informazioni più recenti sulla cessione dei crediti di imposta legati al Superbonus per le spese sostenute nel 2025.

Pubblicità

Superbonus, crediti e controlli: il nodo della spesa

Il punto decisivo riguarda proprio questa componente. «La spesa per il 2025, di poco inferiore a 8,4 miliardi», ha precisato Chelli, è coerente con i crediti ceduti comunicati all’Agenzia delle entrate entro i termini e già depurati dalle irregolarità rilevate.

L’Agenzia, ha aggiunto il presidente dell’ISTAT, «ha intensificato l’attività di controllo dei crediti ceduti», individuando «un aumento delle irregolarità delle comunicazioni sulla cessione», elementi che sono stati inclusi nella stima complessiva della spesa per il Superbonus.

Pubblicità

È proprio l’entità di questa voce a incidere sull’indebitamento netto: il disavanzo resta al 3,1% del Pil, ma senza il peso di questi quasi 8,4 miliardi si sarebbe collocato intorno al 2,7%.

Revisioni, Pnrr e Transizione 5.0

Il quadro dei conti pubblici aggiornati include anche altre componenti. Tra queste, il credito di imposta previsto dal piano Transizione 5.0, la cui scadenza era fissata al 28 febbraio, e i dati più recenti relativi ai finanziamenti del Pnrr, acquisiti con l’aggiornamento di marzo della piattaforma Regis.

Nel confronto con le stime del 1º marzo, le revisioni hanno prodotto un miglioramento dell’indebitamento netto pari a 905 milioni, senza però modificarne l’incidenza sul Pil, che resta al 3,1%. Il livello del 2025 segna comunque un incremento di 0,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente, andamento sostenuto soprattutto dall’aumento dell’avanzo primario.

Il dato finale risulta inoltre di un decimo di punto superiore rispetto alla previsione del 3% contenuta nel Documento programmatico di finanza pubblica di ottobre. Uno scostamento che, ha chiarito Chelli, è «ascrivibile principalmente alle maggiori spese sulla cessione dei crediti di imposta del Superbonus», il cui incremento «ha in parte neutralizzato il buon andamento delle entrate complessive», comunque positive.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Carburanti, finisce il taglio generalizzato: verso il Cdm sui sostegni mirati

Domani termina la riduzione delle accise sul gasolio Il conto dei tagli alle accise supera i due miliardi di euro e il governo prepara ora...

Valter Lavitola, niente domiciliari: resta in carcere per l’attentato a Ranucci

Indagini sui buchi nelle chat tra l'ex editore e il giornalista Nessun alleggerimento della misura cautelare per Valter Lavitola. L’ex editore, che ha ammesso di...

Ultime notizie

Ex Ilva, la Corte d’Appello si riserva sull’area a caldo: verdetto rinviato

Il governo apre a una partecipazione pubblica L’area a caldo dell’ex Ilva potrebbe avvicinarsi allo spegnimento già dalla prossima settimana, ma prima sarà decisiva la...

Il Pd si indigna contro De Laurentiis: ma l’«inguardabile» è davvero il problema?

Più facile lamentarsi di una parola che rispondere alla critica Che «inguardabile» fosse un termine evitabile non serve nemmeno discuterlo. Che da quell’aggettivo debba partire...

Maxi avviso ASMEL, candidature aperte per 39 profili: coinvolti oltre 1.000 enti locali

Domande fino al 30 settembre: prova scritta da remoto Sono aperte dal 15 settembre le candidature al maxi avviso ASMEL 2026, la selezione pubblica finalizzata...