Teatro San Carlo, perquisizioni della Finanza: 11 indagati, tra cui Lissner e Spedaliere

Due filoni su docenze e Officine di Vigliena

Perquisizioni della Guardia di finanza al Teatro San Carlo nel quadro di una indagine su presunte irregolarità che riguardano contratti di docenza, masterclass e gestione delle attività aperte al pubblico nelle Officine di Vigliena. L’inchiesta della Procura di Napoli ipotizza a vario titolo peculato, falso e truffa e conta undici indagati.

Il fascicolo, seguito dal pm Serio sotto il coordinamento dell’aggiunto Loreto, si muove su due fronti. Il primo, si apprende da un articolo di Leandro Del Gaudio per «il Mattino», riguarda l’assegnazione di docenze e masterclass ad artisti già sotto contratto con il San Carlo. Il secondo investe la gestione delle Officine San Carlo a Vigliena per attività e spettacoli aperti al pubblico che, secondo la ricostruzione dell’accusa, non sarebbero stati consentiti dal regolamento.

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Tra gli indagati c’è l’ex sovrintendente Lissner, che risponde di truffa per le docenze ritenute posticce. Figura poi l’ex coordinatore del teatro lirico di origine greca Ilias Tzempetodonis. Emmanuela Spedaliere, ex sovrintendente, è indagata per falso. Michele Mangoni Sorrentino, figlio di Spedaliere, risponde invece di peculato in relazione alla gestione dei ticket per gli spettacoli tenuti a Vigliena.

Le docenze nel mirino

Nel decreto di perquisizione viene indicato come beneficiario di una docenza ritenuta posticcia anche il lirico Jonas Alexander Kauffmann. Per il medesimo filone risultano sotto accusa anche Claus Guth, Sandra Dee Lear, Asmik Grigorian e Krzysztof.

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Sempre secondo la prospettazione della Procura, alcuni dirigenti della Fondazione San Carlo avrebbero tentato di giustificare ex post alcune di queste docenze attraverso presunte pezze di appoggio contabile. In questo quadro sono indicate anche le due dipendenti Maria De Simone e Daniela Capece.

L’altro filone su Vigliena

L’indagine riguarda anche le Officine San Carlo a Vigliena, per la gestione di attività e spettacoli aperti al pubblico ritenuti non consentiti dal regolamento. Su questo versante si colloca anche la contestazione di peculato legata ai ticket. L’inchiesta penale procede in parallelo a quella della procura contabile, con il lavoro del pm Davide Vitale. Decisivi, negli approfondimenti svolti negli ultimi mesi, gli accertamenti dei finanzieri del Nucleo di polizia economica e finanziaria del comando provinciale di Napoli, che hanno sequestrato computer e cellulari a professionisti e amministratori coinvolti. Tutti gli indagati avranno modo di replicare alle accuse e di dimostrare la validità della propria condotta. L’inchiesta non coinvolge la gestione dell’attuale sovrintendenza di Macciardi.

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