Omicidio Fabio Ascione, preso il presunto killer: fermati due giovani

Uno è nipote di un elemento di spicco dei De Micco

Si sono mosse in un clima di omertà le indagini sull’omicidio di Fabio Ascione, il giovane ucciso all’alba del 7 aprile, ma gli accertamenti dei carabinieri hanno portato al fermo di due presunti responsabili. A finire sotto indagine sono due ragazzi, uno maggiorenne e uno minorenne. Il primo, Francescopio Autiero, 23 anni, nipote di un elemento di spicco del clan De Micco, si è consegnato ai carabinieri della stazione Napoli-Poggioreale accompagnato dall’avvocato Leopoldo Perone. Il secondo, 17 anni, è stato invece bloccato dai militari.

Il decreto di fermo, notificato dai carabinieri e disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, contesta ai due i reati – aggravati dalle finalità mafiose – di omicidio volontario, porto e detenzione di arma da fuoco. Per Autiero, la Procura (pm Sergio Raimondi, procuratore aggiunto Sergio Amato) ha ritenuto inoltre sussistente il pericolo di fuga.

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La ricostruzione: colpo partito a distanza ravvicinata

Secondo quanto emerso dalle indagini, Fabio Ascione, estraneo a contesti malavitosi, sarebbe stato colpito al petto da un proiettile esploso verosimilmente in maniera accidentale e a distanza ravvicinata, tra i 40 e i 50 centimetri. A impugnare l’arma, secondo gli investigatori, sarebbe stato proprio Francesco Pio Autiero. Il ventenne è stato raggiunto dal colpo mentre si trovava nei pressi della propria abitazione, all’alba del 7 aprile, mentre rientrava dal lavoro.

Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire anche quanto avvenuto poco prima del delitto. I due giovani fermati viaggiavano in sella a uno scooter Beverly, con il minorenne alla guida e il maggiorenne come passeggero.

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Poco prima dell’uccisione di Ascione, entrambi avrebbero preso parte a una sparatoria nei pressi di un bar. Nello scontro a fuoco sarebbe stato coinvolto anche un gruppo di giovani ritenuti legati al clan Veneruso-Rea di Volla, a bordo di un suv Volkswagen Tiguan. La sequenza degli eventi è stata in parte documentata da un sistema di videosorveglianza, che ha fornito elementi utili alle indagini.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Fabio Ascione è stato colpito poco dopo il conflitto a fuoco tra i due gruppi malavitosi: da un lato i De Micco, in sella allo scooter, dall’altro i Veneruso-Rea, a bordo del suv. Il ventenne, che non aveva legami con ambienti criminali, è stato raggiunto dal colpo poco dopo il conflitto a fuoco tra i due gruppi, mentre stava tornando a casa dal lavoro

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