Dispersione scolastica, Italia oltre l’obiettivo Ue: la Campania riduce il divario

Il Sud accorcia le distanze, dati in miglioramento

Per la prima volta l’Italia supera con largo anticipo il target europeo sulla dispersione scolastica, con un dato che nel 2025 si attesta all’8,2%. Ma il quadro che emerge dalla rilevazione Istat appena pubblicata sulla dispersione scolastica in Italia («Elet – Early Leavers from Education and Training») mette in evidenza anche il recupero del Mezzogiorno: il Sud senza le isole scende all’8,4% e la Campania, per la prima volta, va sotto il 10%, fermandosi al 9,7%.

A rivendicare il risultato è il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che parla di «quadro estremamente positivo sui progressi fatti nel nostro Paese dal 2022 a oggi con l’attuale Governo». Secondo i dati Istat, la dispersione scolastica nel 2025 è pari all’8,2%, mentre si riduce al 6,7% se si considerano soltanto gli studenti con cittadinanza italiana. Un dato che, secondo il ministro, certifica un miglioramento netto del trend e consente all’Italia di superare con cinque anni di anticipo l’obiettivo del 9% fissato dall’Agenda 2030 dell’Unione europea.

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Il calo dal 2022 al 2025

Il confronto con gli anni precedenti restituisce la portata del cambiamento. Nel 2020 l’Italia aveva mancato il traguardo europeo fissato al 10%, registrando una dispersione scolastica del 14,2%, oltre quattro punti percentuali sopra l’obiettivo.

«I numeri – ha detto – sono eloquenti: partendo da un 11,5% nel 2022, la politica scolastica del Governo Meloni ha conseguito il 10,5% nel 2023, il 9,8% nel 2024 per arrivare al dato attuale dell’8,2%, che vede l’Italia in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi. Ricordiamo che nel 2024 la Germania aveva un tasso di dispersione pari a 12,9% e Paesi come Estonia, nel 2024, all’11%, Danimarca al 10,4%, Finlandia al 9,6%, negli ultimi anni hanno registrato un trend negativo con un aumento della dispersione scolastica.

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«Il risultato da noi raggiunto è anche la conseguenza delle politiche che abbiamo avviato per contrastare la dispersione scolastica: tra gli altri provvedimenti, ricordiamo l’introduzione di Agenda Sud e Agenda Nord, con lo sviluppo di didattiche innovative, del Decreto Caivano, che ha previsto norme e procedure più serie e rigorose per contrastare la violazione dell’obbligo di frequenza scolastica».

«In particolare, i dati emersi nella regione Campania sono un esempio inconfutabile di quanto Agenda Sud e Decreto Caivano abbiano funzionato: nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati recuperati circa 8.000 studenti che avevano abbandonato la scuola. In generale, i dati degli studenti di cittadinanza italiana si collocano tra le migliori performance in Europa», rileva il ministro.

Il Mezzogiorno accelera, Campania sotto il 10%

Accanto al dato nazionale, il ministro mette in risalto soprattutto l’andamento del Mezzogiorno, definito «un recupero straordinario» sul fronte della dispersione scolastica. Il Sud senza le isole raggiunge infatti l’8,4%, mentre la Campania scende al 9,7%, un risultato particolarmente significativo se confrontato con il 19% registrato nel 2020. Ancora più marcato il miglioramento della Calabria, che passa dal 16,9% del 2020 al 6,5%. «Il Sud sta recuperando a grandi passi un distacco storico», osserva con soddisfazione il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Il nodo degli studenti stranieri e le misure avviate

Resta invece aperta, secondo il ministro, la questione della dispersione scolastica tra gli studenti con cittadinanza straniera. Nel 2025 il tasso di abbandono per questa fascia arriva al 26,2%. Anche in questo caso, però, viene segnalato un miglioramento rispetto al 2022, quando il dato era del 30,1%.

«L’ancora alta percentuale di dispersione fra i giovani stranieri dimostra la necessità delle misure che abbiamo avviato in questo anno scolastico per potenziare l’insegnamento della lingua italiana con un investimento di oltre 13 milioni di euro e con la specializzazione di 1.000 docenti destinati a insegnare l’italiano agli studenti appena arrivati nel nostro Paese».

«Questi dati notevolmente positivi si accompagnano anche al riconoscimento della riforma italiana del “4+2” contenuto nel recente rapporto Ocse “Fondamenti della crescita e della competitività 2026”: “La formazione tecnica e professionale è stata oggetto di riforma per meglio rispondere alle esigenze del mondo del lavoro”. Il netto calo della dispersione scolastica è un grande risultato per l’Italia intera e per i nostri giovani», conclude il ministro Valditara.

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