I genitori della vittima in aula gridano «assassino»
Il tribunale di Napoli Nord ha disposto il rinvio a giudizio di Alessio Tucci per la morte di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa con un sasso ad Afragola nel maggio del 2025. Per il 19enne, ex fidanzato della vittima e attualmente detenuto, il processo comincerà il 19 maggio alla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli.
La decisione è stata presa nel pomeriggio dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Napoli Nord Pia Sordetti, che ha mandato a processo il 19enne di Afragola imputato per l’omicidio volontario pluriaggravato della ragazzina. Tucci, attualmente detenuto in carcere, risponde di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere e rischia la condanna all’ergastolo.
Le parti civili nel procedimento
Si sono costituiti parte civile i genitori di Martina, assistiti dall’avvocato Sergio Pisani, il Comune di Afragola, con l’avvocato Gaetano Inserra, l’associazione Cam Telefono Azzurro, rappresentata dall’avvocato Clara Niola, l’Associazione per Marta e per Tutte e la Fondazione Polis, assistite dall’avvocato Gianmario Siani.
Tensione in aula
L’udienza preliminare è stata segnata anche da momenti di forte concitazione. Quando il giudice si è ritirato in camera di consiglio per decidere, i genitori della 14enne hanno rivolto più volte all’imputato, presente in aula insieme al suo difensore, l’accusa di essere un «assassino».
La situazione ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, entrate in azione per ristabilire la calma. Al termine, Alessio Tucci e il suo legale Mario Mangazzo hanno lasciato il tribunale sotto scorta, mentre restava evidente la rabbia dei familiari della ragazza. Fuori dal palazzo di giustizia, intanto, alcuni amici della vittima hanno promosso un sit-in, mostrando striscioni con la scritta «Giustizia per Martina».




