Energia, Meloni: «Dall’Europa un’apertura per correggere le distorsioni dell’Ets»

Ora Roma punta al via libera Ue sul decreto bollette

Dal Consiglio europeo arriva un segnale concreto nella direzione indicata dal governo italiano: affrontare le distorsioni del sistema Ets e lavorare a misure capaci di alleggerire il peso delle bollette. A rivendicare il risultato è Giorgia Meloni, intervenuta a Cinque minuti, su Rai 1, dopo il vertice europeo di giovedì. La presidente del Consiglio ha sostenuto che le conclusioni approvate al termine del summit riconoscono agli Stati membri la possibilità di negoziare con la Commissione europea per correggere gli effetti distorsivi prodotti da alcune regole Ue. Tra i punti indicati da Palazzo Chigi come prioritari c’è soprattutto l’Ets, che il governo considera uno dei meccanismi più penalizzanti sul fronte del costo dell’energia.

Nel corso dell’intervento televisivo, Meloni ha collegato direttamente il risultato ottenuto in sede europea al decreto bollette varato dall’esecutivo. «L’Ets è una tassa sulle forme più inquinanti di energia che finisce per determinare un aumento del costo anche per quelle meno inquinanti. Un paradosso assoluto. Noi – ha aggiunto Meloni – avevamo fatto un decreto, il Decreto bollette, che punta alla sospensione di questo meccanismo perverso, ma serve un via libera della Commissione europea. E quello che c’è scritto nel nelle conclusioni del Consiglio ci dà la possibilità di ottenere quel via libera».

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Nella lettura del governo, dunque, il Consiglio europeo apre uno spazio politico e tecnico utile a ottenere l’autorizzazione necessaria per intervenire in modo immediato sul fronte del caro energia, con l’obiettivo di ridurre il peso delle bollette per famiglie e imprese.

Procaccini: «Soluzioni concrete, non approcci ideologici»

Sulla stessa linea si è espresso Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia: «Grazie una intensa azione diplomatica del presidente Meloni fatta di pragmatismo e buon senso. Per l’Iran, l’Italia è protagonista nel promuovere percorsi di de-escalation insieme ai partner Ue e per garantire libertà e sicurezza della navigazione. Allo stesso tempo, con l’iniziativa italo-danese, si intende rafforzare la difesa dei confini esterni della Ue per prevenire nuove crisi migratorie. La conferma del pieno sostegno Ue all’Ucraina, è accompagnato dall’impegno diplomatico dell’Italia per sbloccare il prestito europeo».

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Procaccini allarga così il quadro, collegando il risultato maturato sul dossier energia a una più ampia iniziativa italiana in Europa, che tocca anche la de-escalation sull’Iran, la sicurezza della navigazione, il rafforzamento dei confini esterni dell’Unione e il sostegno a Kiev.

Sul piano energetico, l’europarlamentare insiste sulla necessità di correggere regole europee ritenute asimmetriche e penalizzanti per le diverse economie nazionali, indicando come priorità la revisione del sistema Ets e il via libera a misure nazionali capaci di abbassare il costo dell’elettricità, sostenere il tessuto produttivo e fermare la speculazione.

Urso: «Una svolta storica»

A rafforzare la lettura positiva dell’esito del Consiglio europeo è anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che definisce quanto avvenuto «una svolta storica» e sottolinea la convergenza maturata attorno alla linea sostenuta dall’Italia.

«Le posizioni espresse dalla presidente Von der Leyen e le successive decisioni assunte dal Consiglio europeo indicano che finalmente l’Europa si muove sulla strada indicata dall’Italia: una strada condivisa da un sempre crescente e più ampio fronte di Stati membri».

Nel merito, Urso evidenzia due aspetti ritenuti decisivi per il sistema produttivo nazionale: l’estensione delle quote gratuite per le industrie energivore e la volatilità del prezzo degli Ets, che il ministro lega anche alla speculazione finanziaria. Secondo il titolare del dicastero, è inoltre significativo che la Commissione sia pronta a lavorare già da lunedì con il governo italiano sulle misure contenute nel decreto bollette per affrontare le specificità del Paese.

«Ancora una volta il presidente Meloni è riuscito, quando pochi lo ritenevano possibile, a far breccia indicando con responsabilità la strada giusta all’Europa e tutelando al meglio gli interessi della nostra Nazione, delle nostre imprese, del nostro sistema sociale e produttivo’», ha concluso il ministro.

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