La morte del piccolo Domenico, l’équipe austriaca: «Criticità nel team di Napoli»

Un medico austriaco: «barriera linguistica»

L’équipe di Innsbruck, che ha operato a Bolzano per l’espianto di reni e fegato, non ha fornito ghiaccio al team di Napoli che contemporaneamente ha eseguito l’espianto del cuore. I medici austriaci precisano che avevano ghiaccio sterile aggiuntivo per il raffreddamento e anche ghiaccio non sterile (triturato) per il confezionamento, «ma non ci è mai stato richiesto». Cosa che uno dei tre componenti del team dice di ricordare bene perché la comunicazione era limitata «a causa della barriera linguistica» dal momento che «solo il secondo chirurgo espiantatore parlava un po’ di inglese e nessuno si è rivolto a me».

È uno dei passaggi dei verbali rilasciati ai pm di Napoli che indagano sul trapianto di un cuore danneggiato al piccolo Domenico, morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli. In sala operatoria i medici raccontano alcuni momenti di tensione, per delle complicanze durante le operazioni di espianto degli organi, per un’incisione non sufficientemente ampia a una vena, fatta dalla cardiochirurgia di Napoli, che avrebbe portato alla congestione del fegato e anche del cuore. Anatomicamente, spiega uno dei medici di Innsbruck, «al cuore potrebbe essere accaduto ciò che è accaduto al fegato». «Non so quale soluzione di perfusione sia stata utilizzata dal team cardiaco», aggiunge.

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Dalle informazioni fornite dal capo dell’équipe chirurgica austriaca, non risulta la conferma che si fosse discusso di un danno al ventricolo sinistro. Cosa quest’ultima che sarebbe stata riferita dall’anestesista dell’ospedale di Bolzano. Anomalia segnalata in uno dei verbali inviati alla procura di Napoli dai Nas di Trento, che hanno ascoltato i sanitari presenti il 23 dicembre scorso nella sala operatoria dell’ospedale San Maurizio di Bolzano.

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