Quattro intossicati lievi, evacuati i palazzi vicini
Cinque squadre dei vigili del fuoco con autobotti sono intervenute al Teatro Sannazaro di Napoli per contenere un incendio che ha causato danni strutturali e coinvolto anche le abitazioni circostanti. L’area è stata immediatamente isolata per consentire le operazioni di spegnimento e di verifica della stabilità dell’edificio nel quartiere Chiaia.
Secondo le prime informazioni, le fiamme si sarebbero sviluppate all’interno dell’immobile che ospita anche il teatro, forse per un cortocircuito. Durante l’emergenza si sarebbe verificato il crollo della cupola, precipitata sulla platea. L’entità dei danni è ancora in fase di accertamento.
Non si registrano feriti gravi. Quattro persone sono rimaste intossicate e sono state trasportate in ospedale per accertamenti. Disposta in via precauzionale l’evacuazione di alcune abitazioni vicine. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti di polizia, che seguiranno le indagini per chiarire le cause dell’incendio. I controlli serviranno a definire la portata dei danni e gli interventi necessari prima di qualunque ipotesi di riapertura. Presente la direttrice artistica e proprietaria della struttura, Lara Sansone, nipote dell’attrice Luisa Conte, che appresa la notizia delle condizioni del teatro è scoppiata in lacrime.
I vigili del fuoco: «Danni ingenti al Teatro Sannazaro»
«I danni sono ingenti e il teatro è stato completamente compromesso. All’interno vi sono ancora dei piccoli focolai che a breve spegneremo». Lo dice, rispondendo alle domande dei giornalisti, Giuseppe Paduano, comandante dei vigili del fuoco. Alcuni residenti nel palazzo vicino «li abbiamo sgomberati per sicurezza, altri perché avevano subito danni all’appartamento, in particolare gli appartamenti che sono nella parte alta dell’edificio», spiega. «Rimane poco del teatro – ribadisce, confermando il crollo della cupola – per le cause del rogo è troppo presto. Dobbiamo valutare dopo, adesso spegniamo le fiamme».
Manfredi: «Ho sentito Giuli, il governo ci sarà»
«Questa mattina ho sentito il ministro Alessandro Giuli e insieme abbiamo deciso che ovviamente anche il governo ci sarà. Ho sentito anche il presidente Roberto Fico. Insieme lavoreremo per restituire il teatro alla città. Ci sarà la massima collaborazione istituzionale per sanare questa ferita». Lo dice, parlando con i cronisti, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, arrivando sul luogo dell’incendio.
«Un grande dolore – sottolinea Manfredi – perché perdere un teatro storico come questo è una ferita profonda per la storia e la cultura della città. Cercheremo di fare di tutto per fare in modo che il teatro possa essere restituito a Napoli, possa tornare ad avere la funzione che ha sempre avuto in tutti questi anni». A Lara Sansone «ho detto che non si deve sentire sola, che la città le sarà vicina».
Il Sannazaro «è stato completamente distrutto, la parte interna è completamente bruciata. È rimasta al momento, ci dicono, solamente la struttura esterna. Non siamo potuti entrare perché sono ancora in corso le operazioni di spegnimento». Oltre al teatro, «ci sono 15 appartamenti che sono stati interessati dalle fiamme però non tutti erano abitati, alcuni erano degli studi professionali. Stiamo mappando esattamente i residenti e ci sono i nostri servizi sociali in azione per valutare se è necessario un sostegno».
La storia del Teatro Sannazaro
Conosciuto come la ‘bomboniera’ di Napoli per le dimensioni contenute e l’eleganza dell’impianto architettonico, il Teatro Sannazaro fu costruito nel 1874 su progetto di Fausto Nicolini nell’area di un chiostro dei padri Mercenari Spagnoli attiguo alla chiesa di Sant’Orsola a Chiaia. La sala è articolata su quattro ordini di palchi ed è decorata con ori e stucchi.
Ha ospitato interpreti della prosa come Eleonora Duse ed Emma Gramatica ed è stato il primo teatro a essere illuminato con luce elettrica nel 1888. Nel 1934 iniziò una fase di declino e fu utilizzato anche come cinema per pellicole di serie B. Nel 1964 Luisa Conte, attrice protagonista del teatro napoletano che recitava anche con Eduardo De Filippo, insieme al marito Nino Veglia, decise di rilevarlo e ristrutturarlo. La riapertura avvenne il 12 novembre 1971 con la compagnia stabile di Veglia. Da allora la proprietà e la gestione sono rimaste alla famiglia dell’attrice, oggi guidata da Lara Sansone. (In aggiornamento)




