I pm hanno ascoltato il cardiologo del Monaldi
Tommaso, il bimbo ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo un trapianto di cuore fallito a causa dell’organo risultato danneggiato, oggi «sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo; domani i medici faranno una nuova valutazione». A spiegarlo ai giornalisti, è Patrizia, la mamma del piccolo operato il 23 dicembre scorso e che da allora è attaccato a una macchina che lo tiene in vita.
«Le sue condizioni sono stazionarie. L’unica cosa è questa. È una giornata ansiosa. C’è sempre una speranza», ha detto ancora Patrizia che ha chiesto «un terzo parere perché volevo altri pareri, non mollo, non devo mollare. Sto con mio figlio tutti i giorni, tutto il tempo che voglio, mi hanno dato il permesso speciale di entrare e stare tutto il tempo che voglio», ha aggiunto. E sul figlio: «E’ un guerriero».
Indagine e richiesta della cartella clinica
La Procura di Napoli, nell’ambito delle indagini, intanto, ha ascoltato come persona informata dei fatti il cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto. Il medico si è dimesso il 29 dicembre 2025, sei giorni dopo l’intervento di trapianto fallito a causa delle cattive condizioni dell’organo.
«Abbiamo provveduto a richiedere formalmente il rilascio in copia dell’intera documentazione clinica, qualora l’ospedale non lo faccia immediatamente attiveremo gli organi di procura anche e soprattutto per sollecitarlo» ha detto invece Angelo Riccio, avvocato penalista che da oggi si affianca a Francesco Petruzzi per seguire la famiglia.
Alla domanda se ci sia stato un atteggiamento omissivo da parte dell’ospedale Riccio ha risposto: «Diciamo che la situazione è sempre stata molto complessa per quanto riguarda le informazioni, spesso in diversi casi noi e i familiari abbiamo ricevuto sempre le informazioni in un secondo momento rispetto a soggetti terzi».




