La stretta sulle aziende: controlli su risorse, risultati e consulenze
A Santa Lucia il messaggio è chiaro: accelerare sul bilancio e, nello stesso tempo, passare al setaccio partecipate e consulenze, con controlli più stretti su finanziamenti e obiettivi raggiunti dalle società regionali. La bozza è già sul tavolo e l’approdo in giunta potrebbe avvenire già questo venerdì. Prima, però, c’è un passaggio politico fissato in agenda: mercoledì il consiglio regionale dovrebbe licenziare i consolidati dell’ultimo esercizio finanziario a trazione De Luca.
Da lì, l’iter del bilancio entrerebbe nella fase decisiva, con un percorso ravvicinato che prevede il doppio esame in commissione e poi in aula, fino al voto finale dei consiglieri nell’arco di una decina di giorni. L’indicazione, si legge in un articolo di Adolfo Pappalardo per «il Mattino», arrivata dal governatore ai capigruppo di maggioranza, nel vertice di venerdì pomeriggio nel suo ufficio, è di tenere la rotta senza deviazioni: evitare scosse politiche e soprattutto non agganciare al provvedimento emendamenti di leggi mancia.
L’idea è semplice: se il calendario è già compresso, ogni norma aggiuntiva rischia di allungare i tempi e di indebolire la linea della «sobrietà» che Palazzo Santa Lucia vuole accreditare.
La spinta a chiudere in fretta nasce da due esigenze. La prima è uscire quanto prima dall’esercizio provvisorio. La seconda è fare i conti con risorse limitate, che non consentono grandi correzioni. In questo scenario, il governatore punta comunque a inserire una misura di sostegno per il sociale, destinata a diventare il provvedimento bandiera della sua prima Finanziaria.
In parallelo al bilancio, si muove il dossier sulle società regionali. L’ex presidente della Camera Roberto Fico, che oltre a Bilancio e Sanità ha anche la delega alle aziende partecipate, ha avviato nei giorni scorsi una ricognizione puntuale: scadenze, vertici, risorse assegnate, risultati conseguiti. Dove ci sono margini, potrebbero arrivare interventi anche sulla governance.
Bandi e governance: cambiare senza vertenze giudiziarie
Il criterio operativo, spiegano a Santa Lucia, è evitare di trasformare i cambi ai vertici in un boomerang giudiziario: si cercano, ove possibile, escamotage che consentano di intervenire senza aprire lunghissime vertenze giudiziarie in cui la Regione potrebbe ritrovarsi soccombente in futuro. È la logica già applicata a inizio anno in due dossier: Scabec e Agenzia campana promozione turismo. Nel primo caso, il dg Luigi Raia non si era mai insediato pur essendo risultato vincitore di un bando dell’autunno; nel secondo è stato sospeso il bando varato a giugno per individuare il nuovo direttore generale. Per i prossimi avvisi, inoltre, si sta verificando, dove possibile, di limare i compensi fissati nella stagione a trazione deluchiana.
La cornice dichiarata è quella di trasparenza ed efficacia, con una selezione dei manager basata su merito e competenze. La Regione, sul punto, richiama un obiettivo più ampio: «è stato avviato un processo organico e sistematico volto ad assicurare una più efficace coerenza tra assetti organizzativi, funzioni attribuite agli enti strumentali, obiettivi strategici e indirizzi di programmazione regionale, anche al fine di rafforzare la sostenibilità organizzativa e finanziaria complessiva». Tradotto nella pratica: non solo chi guida, ma anche quanti fondi vengono assegnati e se gli obiettivi vengono centrati.
Se non ci sono le condizioni per intervenire direttamente su un cambio di governance, l’alternativa indicata è rafforzare i controlli amministrativi: maggiore attenzione, da parte dei dirigenti regionali, su come vengono spesi i finanziamenti. E dentro questo perimetro rientra anche l’esame delle consulenze esterne affidate dalle società.
Gli altri dossier
Tra i casi monitorati figurano anche Sma-Campania e Soresa. Quest’ultima è tuttora guidata da Tommaso Casillo, ex consigliere regionale deluchiano, e nel cda siede anche Tommaso Amabile, indicato come consigliere legato a Vincenzo De Luca. Restano infine Eav e Air Campania, partecipate a quota maggioritaria della Regione: in questi due dossier si attende il deposito dei bilanci, con una supervisione che, in particolare, fa capo al vicegovernatore Mario Casillo, delegato ai Trasporti.
I numeri: 16 miliardi sulla carta, margini ridotti
Sul piano contabile, il nuovo Bilancio dovrebbe muoversi su binari già tracciati dalla precedente giunta De Luca: i tempi sono stretti e gli spazi di manovra limitati. A chiarire il perimetro è stato Fico nei giorni scorsi: «possiamo contare su 16 miliardi ma 12 arrivano dal fondo di ripartizione della Sanità, e sono vincolati. Così come i 2 miliardi per trasporti e spese sociali e un altro mezzo miliardo per debiti da pagare e i salari dei dipendenti. Abbiamo poco meno di un miliardo per l’attuazione del programma».
Da qui la necessità di arrivare rapidamente al via libera, per mettere in sicurezza il funzionamento di palazzo Santa Lucia e garantire la continuità delle risorse, sia interne sia verso l’esterno. Il tema riguarda anche i soggetti collegati alla Regione: dalle Asl a Città della Scienza.




