Condono edilizio, FdI presenta emendamento alla Manovra: «Basta discriminazioni in Campania»

Iannone: «Sinistra ha lasciato migliaia di persone in un limbo»

La sinistra non ha né sanato né demolito, lasciando migliaia di famiglie campane in un limbo durato oltre vent’anni. È l’accusa di Fratelli d’Italia, che attacca frontalmente le amministrazioni di centrosinistra e annuncia un intervento sul condono edilizio del 2003 attraverso un emendamento alla Legge di Bilancio. Una proposta che chiama direttamente in causa la Giunta regionale di Roberto Fico, alla quale spetterà decidere se consentire la riapertura dei termini della sanatoria.

L’iniziativa dei parlamentari campani di Fratelli d’Italia punta a superare la disparità di trattamento legata alla mancata applicazione in Campania del condono varato dal governo Berlusconi. La proposta riguarda esclusivamente gli abusi realizzati entro il 31 marzo 2003, senza estendere la sanatoria alle costruzioni successive.

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Iannone: «Per 23 anni una discriminazione per colpa della sinistra»

Il senatore di Fratelli d’Italia e sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Antonio Iannone, denuncia le conseguenze della mancata applicazione della normativa nazionale. «In Campania, ma non solo, è stata pagata per 23 anni una discriminazione per colpa della sinistra. Una legge dello Stato non è stata usufruita allo stesso modo in tutta Italia: c’è stato chi ha potuto sanare e chi, pur versando le oblazioni, non ha potuto farlo per il mancato recepimento della Regione. Si tratta di una discriminazione intollerabile che ha posto tante persone in un girone dantesco», sottolinea Iannone che rivendica il lavoro svolto insieme ai parlamentari campani del partito e respinge le contestazioni sul rischio di favorire l’abusivismo.

«Personalmente – aggiunge – e insieme ai parlamentari campani di Fratelli d’Italia da tempo lavoriamo per porre rimedio con una norma seria e paletti precisi, ma che dia una risposta certa e definitiva. Non si tratta di strizzare l’occhio all’abusivismo come una ipocrita sinistra sostiene: in 23 anni non hanno né abbattuto né sanato, hanno solo lasciato migliaia di persone in un limbo. Solo moralismi che non hanno prodotto neanche tutela del territorio. Occorre il coraggio di una scelta di civiltà che dia certezza senza discriminazioni tra cittadini di serie A e di serie B».

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Vietri: «L’ultima parola spetterà alla Giunta Fico»

A illustrare i contenuti dell’emendamento è Imma Vietri, deputata di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Affari sociali alla Camera. «Con l’emendamento che presenterò, insieme agli altri parlamentari campani di Fratelli d’Italia, alla Legge di Bilancio intendiamo riaprire i termini del condono edilizio varato dal governo Berlusconi nel 2003, limitatamente agli abusi realizzati entro il 31 marzo dello stesso anno, senza estendere la sanatoria alle costruzioni successive. Vogliamo superare una disparità di trattamento che da oltre vent’anni penalizza la Campania, dove il condono non fu recepito dalla Regione, allora guidata da Antonio Bassolino, a differenza di quanto avvenuto in altre regioni italiane», rileva Vietri.

In Campania, secondo i dati richiamati dalla parlamentare, si contano circa 50mila ordinanze di abbattimento. Migliaia di famiglie hanno presentato domanda di condono e versato le somme previste dalla legge senza ricevere una risposta definitiva. La proposta mantiene le esclusioni per i casi di insanabilità assoluta, con particolare riferimento alle aree sottoposte a vincoli idrogeologici, ambientali e paesaggistici e al rispetto delle norme sulla sicurezza sismica. L’emendamento prevede inoltre che le Regioni adottino, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma nazionale, una legge per disciplinare condizioni e modalità di accesso alla sanatoria.

L’ultima «parola spetterà alla Giunta Fico, che potrà anche decidere di non sfruttare la norma e di conseguenza non riaprire i termini. Altro che ingenerare false speranze: questo emendamento definisce in maniera molto chiara le casistiche, non configurando alcun nuovo condono ma piuttosto l’occasione per sanare quelle che non a torto possono essere considerate vere e proprie ingiustizie».

Vietri richiama infine le difficoltà delle famiglie esposte al rischio di perdere la propria abitazione.
«Ora l’auspicio è che in una fase di grave crisi abitativa non si arrivi a ignorare le difficoltà di chi rischia di perdere la propria casa. Non intendiamo sanare nuovi abusi, ma offrire una soluzione a chi attende da oltre vent’anni, nel rispetto della legalità e della sicurezza del territorio. È questa la ragione di giustizia ed equità sociale alla base della nostra iniziativa».

Schiano e Sangiuliano sostengono la riapertura del condono

Anche Michele Schiano Di Visconti, deputato di Fratelli d’Italia, sostiene l’emendamento, sottolineando la necessità di riconoscere ai cittadini campani le stesse possibilità previste nel resto del Paese.

«Con l’emendamento alla Legge di Bilancio che presenteremo come parlamentari campani di Fratelli d’Italia sulla riapertura dei termini del condono edilizio varato nel 2003, vogliamo cancellare una disparità che penalizza migliaia di famiglie campane. La riapertura riguarderà soltanto gli abusi realizzati entro il 31 marzo 2003, nel rispetto dei vincoli ambientali, paesaggistici e delle norme antisismiche. Molti cittadini hanno presentato domanda e versato quanto previsto senza ottenere risposte. L’obiettivo è quello di restituire ai cittadini della Campania gli stessi diritti di quelli di tutte le altre Regioni».

All’iniziativa arriva anche il sostegno dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale. Il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano e i capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna intervengono con una nota congiunta. «Sosteniamo con convinzione l’iniziativa di alcuni parlamentari del centrodestra tesa a consentire ai cittadini della Campania di beneficiare del condono del 2003 a cui hanno avuto accesso i cittadini di altre regioni italiane».

I rappresentanti del centrodestra regionale chiedono inoltre di distinguere le costruzioni realizzate per necessità abitativa dagli interventi speculativi. «Si tratta di sanare una palese discriminazione voluta dalla sinistra. Bisogna distinguere la grande speculazione da chi per necessità si è costruito una casa. Buona parte del cosiddetto abusivismo è stato determinato dall’incapacità dei sindaci di sinistra di pianificare rigenerazione urbana e un corretto sviluppo. La casa è un diritto costituzionale. Non si possono gettare per strada migliaia di famiglie che si sono date un tetto».

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