Villa Pignatelli di Montecalvo: la battaglia per il recupero approda a Roma

Caramiello annuncia un’interrogazione parlamentare

Da quattordici anni Villa Pignatelli di Montecalvo è prigioniera di una struttura d’acciaio, simbolo di un patrimonio storico e architettonico che attende ancora di essere restituito alla cittadinanza. Ma quella che per anni è sembrata una battaglia confinata al territorio di San Giorgio a Cremano sta progressivamente raggiungendo le istituzioni nazionali. Il 15 ottobre, nel corso di una conferenza dedicata al futuro della villa, l’architetto Eduardo Russo e l’onorevole Alessandro Caramiello, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, hanno ripercorso le tappe della mobilitazione e discusso delle prospettive per il recupero dell’immobile. Tra le novità, l’annuncio di un’interrogazione parlamentare e il richiamo di Caramiello alle istituzioni locali, invitate a partecipare più attivamente alla salvaguardia di uno dei beni storici del territorio.

Dalla tesi di laurea alla mobilitazione cittadina

Per l’architetto Eduardo Russo, la battaglia per Villa Pignatelli di Montecalvo ha radici lontane. Il suo interesse per l’edificio nasce infatti durante il percorso universitario, quando scelse di dedicarle la propria tesi di laurea. Da allora, la conoscenza del suo valore storico e architettonico si è trasformata in un impegno personale, alimentato dal desiderio di vedere la villa tornare al suo antico splendore. Un sogno che, negli anni, ha coinvolto sempre più persone. Dalla costituzione di un comitato, di cui Russo è ambassador, alla candidatura della villa al censimento I Luoghi del Cuore del FAI, passando per la raccolta di voti, la realizzazione di render tridimensionali e la diffusione di contenuti sui social network.

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L’obiettivo è stato fin dall’inizio quello di mostrare non soltanto le condizioni attuali dell’immobile, ma soprattutto ciò che potrebbe tornare a essere attraverso un adeguato intervento di recupero. Alla mobilitazione si è aggiunto anche il sostegno dell’ex sindaco Aldo Vella, fino al coinvolgimento dell’onorevole Alessandro Caramiello, che ha contribuito a portare la questione all’attenzione della politica nazionale.

Il nodo dei 44 proprietari e il richiamo alle istituzioni locali

La questione del recupero di Villa Pignatelli non riguarda soltanto la disponibilità delle risorse economiche, ma anche la complessità della sua situazione proprietaria. L’immobile risulta infatti suddiviso tra 44 proprietari, una frammentazione che rappresenta uno dei principali ostacoli alla definizione di un percorso unitario di recupero e valorizzazione. A sottolinearlo è stato l’onorevole Alessandro Caramiello, che ha ricordato il proprio interesse per il patrimonio delle ville vesuviane, in particolare tra Portici e San Giorgio a Cremano, risalente al 2011.

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Un impegno che, nel corso degli anni, lo ha portato a riflettere anche sulle difficoltà incontrate dagli enti preposti alla tutela di questi beni. Secondo il parlamentare, sarebbe necessario rafforzare i poteri dell’Ente Ville Vesuviane, affinché possa disporre di maggiori strumenti decisionali e di indirizzo nella gestione e nella valorizzazione di un patrimonio storico tanto importante quanto fragile.

Caramiello ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare per portare la situazione di Villa Pignatelli all’attenzione del Governo e sollecitare un intervento delle istituzioni nazionali. Non è mancato, però, un richiamo alle istituzioni di San Giorgio a Cremano, alle quali il deputato ha chiesto una partecipazione più attiva nella battaglia per il recupero dell’immobile. L’attenzione della politica nazionale, infatti, dovrebbe essere accompagnata da un maggiore impegno dell’amministrazione locale, affinché la tutela del patrimonio storico non resti affidata soltanto alla volontà dei cittadini e delle associazioni.

Sopralluogo dei Carabinieri: il comitato spera nella tutela dei residenti

Parole che sembrano essere state accolte. Infatti, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli ha convocato per il 20 ottobre un sopralluogo congiunto, coinvolgendo la Soprintendenza e il Comune di San Giorgio a Cremano, con la Procura informata degli accertamenti. Il comitato accoglie positivamente la crescente attenzione delle istituzioni, auspicando che anche le parole dell’onorevole Caramiello contribuiscano a mantenere alta l’attenzione sulla villa.

Al tempo stesso, però, esprime la speranza che gli accertamenti non comportino conseguenze negative per i condomini. L’obiettivo resta infatti quello di recuperare e valorizzare il patrimonio storico, mettendo al primo posto la sicurezza, i diritti e la tutela di chi attualmente abita l’immobile.

Il recupero della villa passa anche dalla coscienza collettiva

Accanto agli aspetti politici e amministrativi, dalla conferenza è emerso un altro elemento centrale: il ruolo della cittadinanza. Per Caramiello, infatti, la salvaguardia di Villa Pignatelli non può essere affidata esclusivamente alle istituzioni. È necessario che siano gli stessi cittadini a riscoprire il valore del patrimonio che li circonda, sviluppando un senso di appartenenza e responsabilità nei confronti della propria storia.

Un invito a riappropriarsi culturalmente di un luogo che, nonostante le sue condizioni, continua a rappresentare una parte importante dell’identità di San Giorgio a Cremano. È proprio su questa consapevolezza che si fonda il lavoro portato avanti dal comitato: trasformare l’interesse per un edificio storico in una mobilitazione collettiva capace di mantenere alta l’attenzione pubblica.

Dal FAI al concerto barocco: le prossime iniziative

La mobilitazione per Villa Pignatelli di Montecalvo, intanto, non si ferma. C’è tempo fino al 15 dicembre per continuare a sostenere la candidatura della villa attraverso il censimento I Luoghi del Cuore del FAI, che ha già raccolto oltre seimila voti, dimostrando quanto il destino dell’immobile stia a cuore alla comunità. Il prossimo appuntamento è previsto per il 25 ottobre, quando il Centro Studi Giorgio La Pira organizzerà un concerto barocco dedicato alla villa, con la direzione artistica di Mariarosaria Esposito. Un’iniziativa che punta a tenere insieme cultura, memoria e sensibilizzazione.

Anche alcune realtà economiche e associative del territorio hanno scelto di contribuire concretamente alla causa. Tra queste, la San Giorgio Scuola Calcio, che ha annunciato l’intenzione di destinare l’1% del proprio fatturato annuo alla villa. Segnali di una partecipazione che continua ad allargarsi, coinvolgendo cittadini, professionisti, associazioni, attività locali e rappresentanti delle istituzioni.

Una battaglia che guarda al futuro

Quattordici anni di impalcature non hanno cancellato il valore storico di Villa Pignatelli di Montecalvo, né il desiderio di chi vorrebbe tornare a vederla libera dall’acciaio. La strada verso il recupero resta lunga, soprattutto a causa della frammentazione della proprietà e delle difficoltà legate all’individuazione di strumenti e risorse per intervenire.

Tuttavia, il percorso compiuto finora dimostra come la mobilitazione di un territorio possa progressivamente raggiungere livelli istituzionali più alti. La vera sfida, adesso, sarà trasformare l’attenzione politica e la partecipazione cittadina in interventi concreti, affinché Villa Pignatelli di Montecalvo non rimanga soltanto il simbolo di un patrimonio dimenticato, ma possa tornare a essere un luogo vissuto e riconosciuto dalla sua comunità.

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