Tutto sarebbe cominciato da una lite tra ragazzine per un fidanzatino
Identificare chi ha partecipato al pestaggio del padre di una sedicenne al Vomero si annuncia un compito complesso per gli investigatori. Una decina i giovanissimi già individuati, tra i quali anche figli di una coppia di poliziotti, mentre resta da chiarire il contributo di ciascuno nell’aggressione proseguita anche dopo l’investimento dell’uomo da parte di un camion dei rifiuti. Le indagini sono condotte dai carabinieri, coordinati dalla procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato.
All’origine della vicenda ci sarebbe una lite tra ragazzine, scoppiata per un fidanzatino conteso. Due giovani avrebbero aggredito una sedicenne, dando inizio a una serie di tensioni nelle quali sarebbe intervenuto anche un ragazzo in scooter. Informato dell’accaduto, si apprende da un articolo di Gennaro Scala su «Corriere.it», il padre della ragazza avrebbe rintracciato il giovane ritenuto responsabile e si sarebbe scagliato contro di lui. A quel punto sarebbero intervenuti gli amici del ragazzo, che avrebbero assalito l’uomo con calci e pugni. Secondo la ricostruzione al vaglio degli investigatori, il pestaggio sarebbe continuato persino dopo l’incidente con il camion della raccolta dei rifiuti.
Chi sono gli otto ragazzi già individuati
I primi otto profili ricostruiti dagli investigatori delineano una compagnia composta prevalentemente da adolescenti residenti in diversi quartieri di Napoli. Tra loro figura un diciassettenne dell’Arenella, indicato come il giovane che avrebbe aggredito la sedicenne. Altri due ragazzi provengono da Chiaiano: uno ha 17 anni, mentre l’altro ha raggiunto la maggiore età soltanto da pochissimi giorni. A Soccavo risiede un altro diciassettenne, l’unico tra gli otto ad avere un precedente, di lieve entità, per ricettazione. Due ulteriori giovani, entrambi di 17 anni, abitano invece al Vomero.
Completano il quadro delle prime identificazioni due ragazze: una quindicenne residente nel quartiere Sanità e una quattordicenne di Capodimonte. Gli accertamenti dovranno stabilire quale comportamento abbiano tenuto durante la lite iniziale e se abbiano avuto un ruolo nelle successive fasi della vicenda. Per tutti i giovani coinvolti resta comunque da verificare l’eventuale responsabilità individuale, senza confondere la semplice presenza sul posto con la partecipazione alle violenze.
Le indagini sulle responsabilità individuali
Il numero complessivo degli identificati è arrivato a una decina, ma potrebbe aumentare con il proseguire dell’inchiesta. Per gli investigatori sarà necessario ricostruire ogni passaggio dell’aggressione, distinguendo chi abbia materialmente colpito il padre della sedicenne da chi avrebbe partecipato all’azione collettiva e da chi, invece, si sarebbe limitato ad assistere. Particolare attenzione sarà riservata alle condotte tenute prima e dopo l’investimento dell’uomo, per determinare il contributo attribuibile ai singoli ragazzi. Soltanto attraverso questa ricostruzione sarà possibile definire le eventuali responsabilità e valutare l’adozione di provvedimenti da parte dell’autorità giudiziaria minorile.




