Legge elettorale, Meloni: «Ora cittadini scelgono. M5S arrabbiato? Con nuove norme Conte mai premier»

Spese militari, la premier: «Con voi 22 decreti per 10 miliardi e fondo a 25»

A Palazzo Madama va in scena una partita politica nella quale Giorgia Meloni sembra divertirsi a spostare i pezzi sulla scacchiera. Il Movimento 5 Stelle prova a metterla sotto accusa, ma la premier ribalta il confronto e porta Alessandra Maiorino e colleghi su un terreno decisamente scivoloso. Quello della coerenza tra le battaglie di oggi e le scelte di ieri.

La presidente del Consiglio interviene nell’Aula del Senato, durante le repliche alla discussione sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. La prima stoccata alla senatrice pentastellata riguarda la riforma della legge elettorale: «Sulle preferenze, senatrice Maiorino, ma se le preferenze vi piacciono così tanto perché non le avete messe quando eravate al governo?». Poi affonda: «Io penso che sia molto chiara la ragione per la quale siete così arrabbiati per la nuova legge elettorale, perché con la nuova legge elettorale i cittadini scelgono. Con la nuova legge elettorale voi dovete dichiarare, prima di andare al voto, alleanze, candidato premier e programma. Mi rendo conto della difficoltà, del resto il vostro partito è guidato da un signore (Giuseppe Conte, ndr.) che, se queste regole ci fossero state prima, alla presidenza del Consiglio dei ministri non ci poteva arrivare».

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Legge elettorale, la stoccata a Conte

Ma Meloni ne ha anche per i toni utilizzati dall’opposizione: «Da parte vostra sento solo improperi, insulti, tentativi di ridicolizzare il lavoro che cerchiamo di fare. Non so se questo nasconda il fatto che oggettivamente non sapete cosa proporre, cosa fare, cosa dire e dove andare. Questi insulti non coprono la difficoltà del vostro posizionamento e la pochezza delle vostre soluzioni». E conclude, sempre rivolgendosi ai Cinque Stelle: «Gli italiani vedono cosa state facendo, non credo che chi ci guarda si senta rassicurato dalla lotta nel fango in cui vorreste trascinare il Parlamento».

Difesa, Meloni presenta il conto a Castellone

La seconda destinataria delle critiche è Mariolina Castellone, chiamata in causa sulle spese militari: «Collega, i vostri conti sulla difesa sono, tanto per cambiare, totalmente sballati. Del resto stiamo ancora pagando per i conti che abbiamo sbagliato in passato. Le segnalo che i fondi che il Movimento 5 Stelle, quando era al governo, ha investito sulla difesa non erano 2 miliardi in più all’anno. Tra il 2019 e il 2022 sono stati approvati 22 schemi di decreto ministeriale per un valore complessivo che va da 9 a 10 miliardi di euro. Poi è stato istituito un fondo da 12,5 miliardi di euro per ammodernare la difesa, che poi è arrivato a 25 miliardi di euro».

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«Ma non è questo che mi interessa dire. La domanda che io voglio fare è: perché non avete il coraggio di rivendicarlo? Perché non avete il coraggio di mettere la faccia su quello che avete fatto? Perché io questo faccio, noi questo facciamo. E sapete perché noi mettiamo la faccia su quello che abbiamo fatto? Perché non ce ne vergogniamo. Perché quando ci vergogniamo di qualcosa non la facciamo», sottolinea aggiungendo: «Per cui se c’è qualcuno che ha fatto delle cose oggi e non le rivendica, vuol dire che se ne vergogna. Ma se se ne vergogna non doveva farle. Credo che questo sia il modo di operare per una politica seria».

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