Napoli, Futuro Nazionale apre al centrodestra: «Serve un candidato sindaco autorevole e credibile»

Di Capua: «Vogliamo essere vicini soprattutto alle fasce più deboli»

Un percorso comune con il centrodestra è possibile, ma passa dalla qualità della proposta e soprattutto dal profilo dei candidati. Futuro Nazionale fissa così la propria posizione in vista delle prossime elezioni amministrative, a partire da Napoli e Caserta. A indicare la linea è Catello Di Capua, coordinatore regionale del partito in Campania, a margine della presentazione dei dirigenti regionali e provinciali e delle prossime attività sul territorio, nella sede di Futuro Nazionale al Centro Direzionale di Napoli.

«Futuro Nazionale è interessato a una proposta autorevole, seria, credibile e possibilmente vincente. Se questa proposta arriva anche dai nostri amici del centrodestra, siamo assolutamente disponibili a condividere un percorso», spiega Di Capua. L’apertura è legata anche alla scelta del nome da mettere in campo: «La figura del candidato che propongono gli eventuali alleati del centrodestra sia spendibile per i programmi che Futuro Nazionale intende portare avanti nelle amministrative, in particolare nella città di Napoli e Caserta e così in tutte le altre città che andranno al voto».

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Il partito comincerà a breve a lavorare al programma per le amministrative di Napoli. Tra le priorità Di Capua indica «sicurezza, sanità, trasporti, giovani, casa, anziani», temi sui quali ritiene che «non ci sono o almeno non dovrebbero esserci divisioni tra destra e sinistra». Sono contenuti sui quali il generale Vannacci, aggiunge, «per chi ha letto il suo libro, parla di contenuti di buonsenso». La direzione indicata è quindi netta: «Noi dobbiamo andare sul buonsenso e questa è la strada che intendiamo percorrere».

Periferie e lavoro: «Vogliamo essere una destra sociale»

Una parte centrale della proposta riguarda Napoli e in particolare le sue periferie. «Io penso che le problematiche di Napoli siano sotto gli occhi di tutti: innanzitutto abbiamo un problema di vivibilità vera e un problema di lavoro vero. C’è da mettere mano a una città, ma soprattutto alle periferie, che versano ancora in uno stato di degrado e che vengono utilizzate spesso come sacche clientelari nei vari momenti elettorali, mentre il giorno dopo tutti se ne dimenticano».

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Riqualificazione urbana, occupazione e vivibilità diventano così alcuni degli interventi prioritari. Per Di Capua bisogna «capire come si può recuperare a una vivibilità gran parte della città, che è proprio quella periferica, esportando in quelle zone servizi veri, cercando di offrire lavoro vero e non emarginando le fasce sociali più deboli». Nel progetto rientrano anche «lo sport, i giovani, tutto quello che dovrebbe essere un momento di aggregazione sociale».

Sono questioni che, osserva, «per un certo tempo sembrano essere state appannaggio di una parte politica, in particolare della sinistra» e che invece «riguardano in maniera centrale il programma di Futuro Nazionale». Di Capua rivendica quindi la collocazione del partito: «Noi ci proponiamo come una destra sociale che vuole essere vicina ai bisogni veri della gente, soprattutto delle fasce più deboli».

Nel programma entra anche l’emergenza abitativa, con particolare attenzione al caro affitti per giovani e studenti universitari. «Oggi uno studente che viene a studiare a Napoli non trova un’abitazione a un prezzo ragionevole: affittare una stanza può costare dai 600 ai 700 euro al mese, cifre che pochissime famiglie possono permettersi». Su questo fronte Futuro Nazionale annuncia la presentazione di proposte dettagliate nelle prossime settimane.

Le adesioni e la crescita di Futuro Nazionale

Di Capua rivendica anche la crescita del partito. In Campania hanno «aderito persone che provenivano da esperienze del Movimento 5 stelle e da forze neo-moderate», ma il coordinatore respinge la lettura di «passaggi di convenienza, come qualcuno strumentalmente vorrà dire». Al contrario, sostiene, «c’è stato invece un passo avanti verso la condivisione dei nostri principi e dei nostri programmi, che non è cosa da poco per chi come me e come la nostra comunità viene dalla destra, quella vera, quella autentica e quella sociale».

A sostegno del percorso compiuto richiama anche i risultati elettorali: «Noi andiamo avanti fiduciosi: siamo partiti mentre tutti ci dicevano che forse non raggiungevamo il 3%, la soglia di sbarramento. Oggi alle Suppletive abbiamo preso l’11% e ci dicono che è stato un flop. Allora io continuo a sperare in questi flop». La strutturazione del partito sui territori testimonia, secondo Di Capua, «un’apertura e una condivisione dei nostri principi e programmi». La conclusione guarda alle istituzioni: «Spero che l’Italia, e in particolare la Campania, possa avere all’interno delle istituzioni persone che si occupano dei problemi reali delle persone: questa è la nostra mission».

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