Bruxelles replica: «Misure unilaterali ingiustificate»
Lo scontro tra Stati Uniti ed Europa si sposta di nuovo sulle Big Tech. Donald Trump torna a minacciare dazi pesantissimi contro i Paesi che adotteranno la digital tax. Il nuovo affondo arriva su Truth, dove il presidente americano rilancia il dossier fiscale che da mesi alimenta le tensioni con Bruxelles. Poi mette nero su bianco l’avvertimento rivolto ai Paesi europei: «Numerosi Paesi europei stanno discutendo dell’imminente introduzione di un’imposta sui servizi digitali a carico delle aziende americane. Chiunque dovesse imporre una simile tassa si vedrà immediatamente applicare un dazio del 100% su tutti i beni esportati verso gli Stati Uniti».
Per l’amministrazione Usa, la digital tax resta una misura discriminatoria nei confronti delle aziende tecnologiche statunitensi. Trump aveva già minacciato in passato l’introduzione di dazi contro l’imposta digitale allo studio in Europa, ma nelle ultime settimane il tema sembrava essere finito in secondo piano, assorbito da altri dossier internazionali e dalla crisi in Medio Oriente. Il nuovo intervento riporta invece il fronte commerciale al centro dei rapporti con gli alleati oltreoceano, già appesantiti dal duro scontro per il mancato appoggio europeo nella guerra all’Iran.
La replica di Bruxelles non si è fatta attendere. Una portavoce della Commissione Ue ha rivendicato il diritto dell’Unione e degli Stati membri di intervenire sulle attività economiche svolte nel proprio territorio: «L’Ue e i suoi Stati membri hanno il diritto sovrano di regolamentare le attività economiche sul proprio territorio». Poi l’avvertimento a Washington: «Le misure unilaterali sono ingiustificate. E se adottate, l’Ue reagirà in modo rapido e deciso». Il confronto resta aperto.



