Incendio all’Ospedale del Mare, Sangiuliano: «Fico relazioni in Consiglio»

Un mozzicone tra le ipotesi sull’innesco delle fiamme

La pista del dolo entra nell’inchiesta sul rogo che ha interessato l’Ospedale del Mare di Napoli. Gli accertamenti avviati dopo l’incendio di domenica hanno evidenziato elementi che gli investigatori ritengono significativi. La Procura di Napoli procede ora per incendio doloso. Il fascicolo, ancora contro ignoti, riguarda le fiamme divampate intorno alle 17 di domenica nell’ala est dell’Ospedale del Mare di Ponticelli, dove il rogo ha investito la facciata esterna e i pannelli di coibentatura della palazzina di sei piani.

A seguire l’inchiesta è il pm Mario Canale, della sezione Lavoro e colpe professionali coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Il quadro emerso finora porta gli inquirenti a escludere, almeno come ipotesi di lavoro, la natura accidentale dell’incendio. La svolta è arriva nei giorni scorsi dalle due informative di reato trasmesse dagli agenti del commissariato di polizia di Ponticelli e dai vigili del fuoco del comando di Napoli. Proprio quei primi accertamenti hanno spinto la Procura a modificare la qualificazione temporanea del reato: da incendio colposo a incendio doloso.

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Nel punto da cui sarebbero partite le fiamme è stata rilevata la presenza di liquido accelerante o solvente. L’innesco, secondo l’ipotesi formulata finora, potrebbe essere stato provocato da un mozzicone di sigaretta. La propagazione del fuoco sarebbe stata favorita dalla presenza di liquidi infiammabili, sterpaglie e pedane in legno accatastate. Elementi che, messi insieme, hanno delineato uno scenario ritenuto compatibile con un incendio appiccato e non con un episodio casuale.

Il governatore Fico prudente

Sul caso è intervenuto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha evitato valutazioni definitive: «Ci sono indagini in corso della magistratura, dell’Asl e della Regione, quindi non mi esprimo. Però stiamo lavorando per capire perfettamente che cosa sia successo».

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Sull’ipotesi del dolo, Fico ha mantenuto la stessa cautela: «La pista dolosa è una delle piste, però dobbiamo vedere, perché se è una pista dolosa è chiaramente più inquietante però non mi esporrei fin quando non ho la certezza. Ci sono verifiche in corso, indagini della magistratura e verifiche nostre».

Sangiuliano: «Ci vuole discontinuità nei manager»

Il capo dell’Opposizione in Regione Campania, Gennaro Sangiuliano, ha annunciato invece un’iniziativa in Consiglio regionale: «Chiederemo, a norma di regolamento, al presidente Fico di venire a relazionare in consiglio regionale su quanto accaduto. È impensabile che un ospedale così rilevante come l’Ospedale del Mare finisca in fiamme».

«Le autorità preposte – continua – accerteranno i fatti: dolo o sciatteria, non lo sappiamo, sui giornali leggiamo cose inquietanti. Fosse solo incuria sarebbe gravissimo. La sanità campana non trova pace e stenta a conseguire normalità. Ci vuole discontinuità nei manager che gestiscono la sanità, in un breve tempo si sono consumati due fatti gravi: la vicenda del piccolo Domenico Caliendo e ora questa».

«Abbiamo eccellenti medici e personale sanitario di elevata qualità, lo hanno dimostrato anche coloro che hanno gestito l’emergenza all’Ospedale del Mare ma gli ospedali sono al disastro strutturale e organizzativo», conclude.

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