Achille Lauro: l’evoluzione di un creativo che abita più linguaggi

Il suo universo comprende musica, romanzi, cinema e un brand moda

Nato a Verona nel 1990 e cresciuto nella periferia romana, Lauro De Marinis lascia casa giovanissimo per vivere in una comune con il fratello Fet, produttore del «Quarto Blocco», che lo introduce nell’underground. Da quell’ambiente nascono i suoi primi mixtape, «Barabba» e «Harvard», che circolano gratuitamente e attirano l’attenzione di Marracash, portandolo dentro Roccia Music. Qui pubblica «Achille Idol immortale», un disco che mescola rap e citazioni evangeliche, seguito da «Dio c’è», e adotta il nome d’arte «Achille Lauro» giocando sull’assonanza con l’armatore.

Nel 2015 arriva la spinta decisiva: l’EP «Young Crazy2» e il singolo «La Bella e la Bestia» lo impongono come uno dei nomi più seguiti della scena. Ma nel 2016 rompe con Roccia Music e fonda la sua etichetta, «No Face Agency», insieme a DJ Pitch8. Da questa scelta nasce «Ragazzi madre», album crudo e autobiografico che inaugura il sodalizio con Boss Doms. Nel 2017 firma con «Sony Music» e, sempre con Boss Doms, partecipa a «Pechino Express», dove la coppia dei «Compositori» conquista il terzo posto e grande visibilità.

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Dal cinema al Festival di Sanremo

Negli anni a seguire, Achille Lauro cambia pelle più volte: si mescola alla nuova scena rap e firma «Thoiry RMX», diventato un manifesto della sua «samba trap», la corrente colorata e sregolata che inaugura con brani come «Amore mi». Con Boss Doms costruisce «Pour l’amour», un disco nato in isolamento creativo e modellato come un collage di mondi: Napoli, club culture, Sudamerica, trap, spinto da un approccio quasi rituale alla produzione. In quegli anni passa dal Concertone del Primo Maggio all’album «No Face Forever», collabora con Anna Tatangelo e debutta anche nel cinema, producendo «Terrurismo» — premiato al MaTiff — e comparendo nel film «Applausi».

La vera deflagrazione arriva però con Sanremo 2019: «Rolls Royce», diretto da Enrico Melozzi, lo lancia nel rock citando Hendrix, i Doors, Winehouse, Elvis e Axl Rose, trasformando l’auto di lusso in un simbolo di vita da outsider. Da lì in poi, Lauro diventa un personaggio che attraversa generi, linguaggi e immaginari senza mai tornare indietro.

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La stagione della consacrazione

Tra il 2019 e il 2021 Achille Lauro attraversa una fase di forte espansione artistica. Pubblica il libro-romanzo «Sono io Amleto» e inaugura una trilogia di docufilm con «No Face 1» su Sky Uno. Nello stesso anno escono «C’est la vie» e «1969», che definiscono la sua svolta rock, mentre torna a X Factor come conduttore di «Extra Factor» e autore della rubrica «Al Confidential». Firma la colonna sonora del corto «Happy Birthday», presentato alla Mostra di Venezia, doppia «Pupazzi alla riscossa» e chiude il 2019 con il singolo «1990».

Nel 2020 rientra a Sanremo con «Me ne frego», diventando uno dei protagonisti dell’edizione grazie alle performance ispirate a Giotto, Luisa Casati, la regina Elisabetta I e Ziggy Stardust. In parallelo fonda l’agenzia «MK3», entra in Warner Music Italy e viene nominato «Chief Creative Director» di Elektra Records. Pubblica il libro «16 marzo: L’ultima notte», l’album «1990», la riedizione «1969 – Achille Idol Rebirth» e presenta la performance «Love is Love» al Museo del Cinema di Torino. Chiude l’anno con «1920», progetto jazz-swing che completa la sua trilogia sul passato. Nel 2021 torna a Sanremo come ospite fisso per cinque quadri musicali e pubblica «Lauro», mentre «Mille», con Fedez e Orietta Berti, diventa uno dei tormentoni dell’estate.

Tra reality, arte digitale e palchi internazionali

Nel 2021 Achille Lauro amplia ancora il suo raggio d’azione: torna accanto a Boss Doms in «Celebrity Hunted» su Prime Video, primo tassello di un accordo biennale con Amazon che lo vede coinvolto nella creazione di contenuti tra musica, cinema e format digitali. A settembre presenta al MUDEC di Milano il volume fotografico «Achille Lauro», con una performance ispirata a Marina Abramović e una mostra dedicata al suo immaginario visivo. Nello stesso periodo entra nel mondo delle criptovalute insieme a Gian Luca Comandini e, durante lo show «One Night Show» agli Arcimboldi, dà vita dal vivo al suo primo NFT, «Broken Heart», generato dai sensori che registrano il suo battito mentre canta «16 marzo», poi messo all’asta per beneficenza insieme ad altre opere digitali.

A fine 2021 viene annunciato il suo ritorno a Sanremo: nel 2022 gareggia con «Domenica», accompagnato dall’Harlem Gospel Choir, e subito dopo conquista «Una voce per San Marino» con «Stripper», che gli vale il palco dell’Eurovision come rappresentante della Repubblica di San Marino. A Torino porta un’esibizione punk rock che però non supera la semifinale.

Intanto sperimenta nel metaverso con «Achille Lauro Superstar featuring Gucci» su Roblox, primo evento fashion music immersivo della piattaforma, e continua a esplorare l’arte digitale con una nuova serie di NFT realizzati durante il tour «Superstar – Electric Orchestra», poi messi all’asta per sostenere il «Comitato Maria Letizia Verga». Dopo un’estate di concerti, affiancati da visite musicali nei reparti pediatrici di vari ospedali, collabora con il MArTA di Taranto per un’opera sonora e con Mulac Cosmetics per la capsule «Maleducata», confermando la sua vocazione a muoversi tra musica, arte e moda senza confini.

Tra scuole, metaverso e nuovi capitoli artistici

Tra il 2022 e il 2026 Achille Lauro amplia ancora il suo universo creativo. A fine 2022 pubblica «Che sarà» e annuncia un tour teatrale unplugged, affiancato dal progetto «Achille Lauro nelle scuole», che lo porta nel marzo 2023 a intervenire all’ONU durante l’evento «The Arts for Global Citizenship». Nello stesso anno presenta «Les Enfants Terribles», una collezione di moda realizzata con giovani designer e mostrata alla prima edizione italiana di «Forces of Fashion».

Parallelamente debutta su Hadem il museo virtuale «Directed by Achille Lauro», mentre Prime Video distribuisce «Ragazzi madre – L’Iliade», docufilm che ripercorre il suo primo decennio artistico e dà il via ai tour «A Rave Before L’Iliade» e «Ragazzi madre – L’Iliade», durante i quali annuncia un nuovo album per il 2025 e una fondazione dedicata ai giovani fragili.

Nel 2024 cura la mostra «Good Artists Do Bad Things» con Jesse Draxler e torna in tv come giudice di X Factor. Nel 2025 partecipa per la quarta volta a Sanremo con «Incoscienti giovani», doppio platino, che anticipa l’album «Comuni mortali», subito primo in classifica e certificato doppio platino, poi ampliato nelle versioni «Comuni immortali» e «Comuni mortali» — riedizione digitale. Nel 2026 lancia la Fondazione Madre, canta alla cerimonia delle Olimpiadi di Milano Cortina, co-conduce una serata di Sanremo e pubblica nuovi singoli, fino a diventare direttore creativo di «Dondup», per cui presenta la collezione di moda «Erotica» durante il suo debutto a San Siro. Seguono sold out e concerti.

Il brano scelto: Incoscienti giovani

Il brano «Incoscienti giovani» è una finestra aperta sul suo passato: Lauro parla ai ragazzi di oggi, ma in realtà sta parlando al ragazzo che è stato, a quell’incoscienza che lo ha ferito e salvato allo stesso tempo.

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