Movida a Napoli, la delibera misteriosa di Manfredi: «È fatta, va solo approvata»

Il sindaco: «Pronta da un anno». Pesano le divisioni in maggioranza

Ancora un ricorso dei residenti contro il Comune di Napoli. La causa è il rumore antropico generato dalla movida, principalmente notturna. Stavolta i residenti coinvolti sono quelli di Chiaia, che dopo la vittoria di quelli di vico Quercia, piazza Bellini e piazza San Domenico tentano una replica per ottenere l’ordinanza restrittiva nei confronti dei locali, applicata nella loro area di interesse. Il Tar, fino a ora, si è espresso sempre a favore dei residenti, obbligando il Comune ad adottare provvedimenti per limitare il rumore antropico e tutelare chi vuole riposare.

Il nodo delibera

La soluzione indicata dal sindaco ormai da anni, in accordo anche con le posizioni di chi tutela gli esercizi commerciali, è quella di emanare una delibera diffusa. «La delibera? È già stata fatta. È stata fatta un anno fa», dichiara Gaetano Manfredi a ilSud24 a margine dell’iniziativa promossa dal Forum Industria del Pd, «Industria26 – Reindustrializzare l’Italia», tenutasi ieri a Napoli, in via Santa Chiara, presso la Fondazione Canto di Virgilio. «Deve essere solo approvata in Consiglio. Se riusciamo ad approvarla a breve non sarà necessaria l’ordinanza, altrimenti sarò costretto a emettere l’ordinanza anche per Chiaia».

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L’ordinanza, applicata prima in vico Quercia per due mesi, ora a piazza Bellini e in vigore fino al 6 maggio, prevede lo stop alla somministrazione d’asporto di bibite alcoliche e analcoliche dalle ore 22:30 e chiusure anticipate alle 00:30 in settimana e all’1:30 nel weekend. Le disposizioni della presunta delibera che dovrà essere approvata non sono ancora state diffuse, ma probabilmente non potranno prevedere limiti orari di chiusura nel rispetto delle leggi sul libero mercato.

Quella di un provvedimento diffuso sarebbe la soluzione migliore per evitare che residenti di altre zone della movida, come Bagnoli, via Coroglio e via Aniello Falcone, possano seguire la strada dei ricorsi del centro storico. «La delibera – spiega Manfredi – è un regolamento che va approvato in Consiglio, noi come giunta abbiamo fatto tutto».

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Le divisioni in maggioranza

Nonostante la sicurezza ostentata dal sindaco, sul tema la sua maggioranza si è mostrata sempre divisa tra chi premeva per una maggiore elasticità nei confronti dei gestori dei locali, come il consigliere Pasquale Esposito (Pd) e il consigliere Rosario Andreozzi (Avs), e chi invece sosteneva appieno le motivazioni dei residenti, come il consigliere e presidente del Comitato Vivibilità Cittadina Gennaro Esposito, avvocato dei residenti che hanno portato il Comune in tribunale. Potrebbe essere questo il motivo per cui nulla è stato ancora discusso in Consiglio, dopo un anno e diversi ricorsi da parte dei comitati, oltre a ingenti risarcimenti da parte del Comune nei confronti dei residenti?

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