Dalla performance al set, un’evoluzione che ridefinisce il linguaggio
C’è un filo elettrico che attraversa tutta la storia di Ditonellapiaga: una tensione creativa che la spinge a cambiare pelle senza mai perdere la sua impronta. Margherita Carducci, nata a Roma nel 1997, arriva alla musica dopo un percorso teatrale al DAMS, e forse è proprio da lì che deriva quella sua capacità di stare sulla scena come se ogni brano fosse un piccolo atto performativo. Il suo ingresso nel panorama musicale avviene nel 2019, quando l’incontro con i producer BBprod dà vita al primo singolo e a un’estetica che mescola pop, ironia e un gusto elettronico sempre più definito.
Nel giro di pochi anni costruisce un’identità sonora riconoscibile: la cover di «Per un’ora d’amore», l’EP «Morsi», poi «Camouflage», un debutto che le vale una «Targa Tenco» e la conferma come una penna capace di unire immediatezza e profondità. Il grande pubblico la scopre a Sanremo 2022 con «Chimica», in coppia con Donatella Rettore, un brano che vola in classifica e ottiene il platino. Da lì in avanti la sua traiettoria accelera: singoli che giocano con la dance, un’apparizione al Primo Maggio, collaborazioni che spaziano dai Colla Zio ai Tiromancino, fino al secondo album «Flash», pubblicato nel 2024. Nel frattempo arrivano riconoscimenti importanti: il «Premio MEI», il «Roma Videoclip» e una presenza sempre più solida nella scena pop italiana.
Il secondo album «Flash» e l’ascesa sanremese
Ditonellapiaga attraversa una fase creativa che sembra un’esplosione controllata: ogni uscita, ogni palco, ogni collaborazione aggiunge un tassello a un’identità sempre più definita. Nell’autunno 2023 comincia a disseminare singoli che anticipano «Flash», il suo secondo album, arrivato nel maggio 2024 come un manifesto di libertà sonora: dieci tracce, con quattro collaborazioni fondamentali. Nello stesso periodo porta la sua energia sul palco del Primo Maggio al Circo Massimo, confermando una presenza scenica che non passa inosservata. L’anno successivo torna a Sanremo, questa volta come ospite: nella serata delle cover interpreta «Un tempo piccolo» insieme ai Tiromancino e a Willie Peyote, un incontro di mondi che mostra la sua versatilità. A giugno pubblica «Cerco un uomo/Febbre d’amore», un 45 giri che gioca apertamente con l’immaginario anni ’80 e segna un’altra deviazione nel suo percorso.
Il 2026 è l’anno in cui tutto si intensifica. A gennaio esce «Sì, lo so», un singolo che apre la strada al suo ritorno in gara al Festival di Sanremo. Con «Che fastidio!» conquista il pubblico e si piazza al terzo posto, ma è nella serata delle cover che lascia il segno: duetta con Tony Pitony in «The Lady Is a Tramp», vince la serata e si aggiudica anche il Premio «Giancarlo Bigazzi» per il miglior componimento musicale. È un momento che sintetizza perfettamente la sua evoluzione: ironica, elegante, imprevedibile, capace di attraversare epoche e stili senza perdere la propria impronta.
Il debutto nel cinema e il terzo album «Miss Italia»
Per Ditonellapiaga il cinema arriva come un capitolo inatteso: il suo primo passo sul grande schermo è «Notte prima degli esami 3.0», diretto da Tommaso Renzoni. Sarà presente anche nella colonna sonora attraverso il brano «Le brave ragazze». Le riprese, svolte a Roma tra la fine del 2025 e l’inizio di dicembre, l’hanno portata per la prima volta dentro la macchina del set. L’uscita del film, il 19 marzo 2026, ha segnato ufficialmente il suo debutto cinematografico, aggiungendo una nuova dimensione al suo percorso artistico. Il 10 aprile è prevista l’uscita del suo terzo album, «Miss Italia», che diventa il suo manifesto di rinascita: un disco nato per riaffermare la propria voce in un mondo che tende a uniformare. Con Alessandro Casagni, Ditonellapiaga costruisce un lavoro che gioca con i canoni e li piega alla sua identità più autentica.
Il brano scelto: «Che fastidio!»
Con «Che fastidio!» Ditonellapiaga ribalta convenzioni e ipocrisie con ironia affilata, trasformando il disagio in linguaggio pop. Il terzo posto a Sanremo 2026 apre la strada a «Miss Italia», nuovo capitolo di una ricerca artistica sempre più libera.




