Il difensore azzurro: «Ragioniamo partita dopo partita»
Il messaggio che arriva dallo spogliatoio del Napoli è lineare: guardare una partita alla volta, senza perdere di vista il traguardo finale. Per Sam Beukema tutto passa adesso dalla trasferta di Cagliari e da come la squadra saprà interpretarla.
Il difensore azzurro ha collocato subito il peso specifico della sfida in Sardegna dentro il momento che sta vivendo la squadra di Antonio Conte. «Sappiamo l’importanza di questa partita e vogliamo chiudere bene questo ciclo prima della sosta per le Nazionali. Stiamo preparando questa gara e vogliamo vincerla. Ragioniamo partita dopo partita ed il nostro obiettivo è andare in Champions League: al termine di queste nove partite che restano vedremo dove saremo», ha spiegato in un’intervista a Radio CRC. Non è una dichiarazione che allarga l’orizzonte oltre misura, ma un richiamo alla concretezza. Il Napoli, nelle parole di Beukema, non si concede fughe in avanti e nemmeno scorciatoie: c’è un obiettivo definito, la qualificazione in Champions League.
Le palle inattive
Nel ragionamento del centrale olandese c’è spazio anche per l’analisi dell’ultima uscita, quella vinta contro il Lecce. Un passaggio che Beukema usa non tanto per celebrare il risultato, quanto per individuare ciò che ha funzionato e ciò che invece richiede ancora correzioni.
«Sapevamo – ha detto – che il Lecce gioca tanto con le palle lunghe, era importante vincere le seconde palle e, secondo me, nel primo tempo dovevamo fare meglio. Loro hanno iniziato con il gol e sappiamo di dover fare meglio sulle palle inattive e capire l’importanza di queste occasioni. Sono importanti sia in fase offensiva, per fare gol, come abbiamo fatto in alcuni momenti, che da assorbire in fase difensiva. Abbiamo analizzato il gol subito e sappiamo dove dobbiamo migliorare. Nel secondo tempo si è vista la differenza: vincevamo più seconde palle ed abbiamo trovato più spazi dove potevamo fare male all’avversario. Secondo me potevamo riuscire a fare ancora più gol, ma abbiamo fatto bene il secondo tempo e siamo contenti di aver vinto».
Matteo Politano, protagonista con il gol vittoria, «era contentissimo, come noi: sapevamo quanto stesse aspettando questo gol. Lui si è sempre allenato molto bene ed era solo questione di tempo. Abbiamo già 19 giocatori che sono andati a rete e questo significa che siamo una squadra vera ed è un bel segno». L’osservazione non è secondaria. Per Beukema, il dato dei 19 marcatori diversi restituisce l’immagine di una squadra che distribuisce responsabilità e soluzioni, senza dipendere da un unico terminale offensivo.
Difesa a tre, pressione da big club e il sogno Olanda
L’intervento a Radio CRC tocca poi un altro punto centrale, quello del suo adattamento nella linea difensiva a tre, resa ancora più attuale dall’assenza dell’infortunato Rrahmani. Beukema spiega con chiarezza come il ruolo di braccetto rappresenti per lui una dimensione diversa rispetto al passato, ma anche un’occasione di crescita.
«Per me è un’altra posizione – afferma – rispetto a ciò a cui ero abituato. Ma mi piace giocare anche così, perché divento sempre più completo come giocatore e sto capendo ogni giorno meglio come si gioca da braccetto. Mi piace giocare a destra, a sinistra ed anche in mezzo, perché mi aiuta a migliorare».
Ma la pressione a Napoli assume inevitabilmente un peso particolare. «Quando vai in un big club, come il Napoli, c’è sempre la pressione. Negli ultimi due anni ho giocato a Bologna ed anche quella è una bella piazza: ho vinto la Coppa Italia, ho giocato la Champions League, già avevo qualche esperienza internazionale. Ovviamente qui la pressione è maggiore, devi provare a vincere sempre, ma a me piacciono molto queste pressioni, per questo sono diventato un giocatore di calcio».
Infine, Beukema apre una finestra sul futuro personale e sul tema della Nazionale olandese, senza però spostare il focus dal presente. «Sarebbe un sogno – afferma – per me giocare per l’Olanda e disputare il Mondiale, ma al momento la mia concentrazione è sul Napoli. Queste ultime partite sono troppo importanti per me, poi vedremo cosa succederà per la Nazionale».




