Un presidio che non è mai stato un mero contenitore
Il Teatro Sannazaro non è mai stato soltanto un edificio scenico: per oltre un secolo e mezzo è stato un simbolo pulsante della cultura partenopea, un luogo dove si intrecciavano storia, società e spettacolo. Costruito nella metà dell’Ottocento nel prestigioso quartiere di Chiaia, lungo la strada che porta lo stesso nome, il teatro ha visto succedersi generazioni di artisti, di voci e di platee capaci di trasformare ogni spettacolo in un pezzo di memoria collettiva. Purtroppo, nei primi giorni del 2026, uno spaventoso incendio ha devastato l’edificio storico, segnando un capitolo drammatico nella sua vicenda secolare.
Teatro Sannazaro: origini, architettura e il ruolo nella cultura napoletana
Il Teatro Sannazaro venne voluto da Giulio Mastrilli, XI duca di Marigliano, e realizzato sull’area dell’antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, accanto alla chiesa di Sant’Orsola. L’architetto Fausto Niccolini, insieme agli ingegneri Antonio e Pasquale Francesconi, trasformò la visione del duca in realtà, dando vita a una struttura elegante e raffinata, decorata con stucchi, affreschi e lignei palchi dorati.
Inaugurato il 26 dicembre 1847 con La petite marquise di Henri Meilhac, il teatro fu subito accolto come uno dei maggiori spazi culturali di Napoli, definito “jolie bouquet”, un “bel mazzo di fiori”. per la sua grazia e armonia estetiche.
Nel corso della sua lunga storia, la platea del Teatro Sannazaro ha ospitato nomi leggendari, da Eleonora Duse a Sarah Bernhardt, fino ai giganti del teatro italiano come Eduardo Scarpetta e i fratelli De Filippo.
Dal declino alla rinascita: Luisa Conte e la tradizione napoletana
Dopo un periodo di difficoltà a metà del Novecento, durante il quale molte sale storiche napoletane rischiarono la chiusura o la trasformazione in cinema minori, il Teatro Sannazaro conosce una nuova primavera grazie all’impegno di Nino Veglia e Luisa Conte, attori e impresari che ne rilanciarono la missione culturale negli anni ’70.
Qui si intrecciarono teatro classico e d’autore napoletano, con produzioni capaci di recuperare le radici popolari della tradizione teatrale pur guardando alla contemporaneità. Il teatro divenne così sala di riferimento per testi di Viviani, Rescigno e di molti altri drammaturghi napoletani, con spettacoli come Il morto sta bene in salute che segnarono record di pubblico.
Oggi, prima dell’incendio, il Teatro Sannazaro era diretto da Lara Sansone, nipote di Luisa Conte, che aveva proseguito con successo l’eredità artistica, ospitando stagioni di prosa e spettacoli innovativi senza tradire la vocazione originaria del teatro.
L’incendio del 2026: distruzione, reazioni e futuro
Nella mattinata del 17 febbraio 2026, un vasto incendio scoppiato nel quartiere di Chiaia ha devastato il Teatro Sannazaro, provocando il crollo della sua iconica cupola e l’incendio quasi totale dell’edificio. Le fiamme, divampate attorno alle 6:00 del mattino, sono partite da un edificio residenziale adiacente e si sono propagate rapidamente alla struttura storica, favorita dal materiale ligneo dell’interno.
Le squadre dei vigili del fuoco sono intervenute tempestivamente con numerose unità, evacuando decine di residenti e soccorrendo alcuni cittadini per problemi respiratori legati al fumo. Fortunatamente non sono state segnalate vittime, ma il danno materiale è stato enorme. Le prime stime parlano di danni compresi tra i 60 e i 70 milioni di euro e della distruzione della maggior parte degli spazi interni, compresi platea, palchi e decori.
La Procura ha aperto un’inchiesta per incendio colposo e le autorità stanno ancora indagando sulle cause esatte dell’incendio.
Reazioni istituzionali e prospettive di ricostruzione
La tragedia ha suscitato una forte ondata di solidarietà. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha visitato la scena insieme ai gestori del teatro, esprimendo sostegno e assicurando che lo Stato sarà parte attiva nella ricostruzione dell’edificio storico. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha definito l’evento una “ferita profonda” per la città e si è impegnato a lavorare con istituzioni locali e nazionali per restituire alla comunità il teatro.
Al contempo, associazioni culturali e operatori teatrali italiani hanno lanciato iniziative di solidarietà per sostenere il futuro programmatico del Teatro Sannazaro e mantenere viva la comunità artistica che vi gravita attorno




