La richiesta estorsiva sarebbe avvenuta in occasione di un concerto
Un’alleanza tra clan per il controllo dell’area a nord di Napoli, una cassa condivisa per gli introiti illeciti e una serie di episodi estorsivi: tra questi figurerebbe anche un’imposizione da 5mila euro per un’esibizione musicale. È questo il quadro delineato dall’inchiesta che ieri mattina ha portato i carabinieri all’arresto di 14 persone ritenute legate ai clan Puca, Verde e Ranucci, attivi tra Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano.
Tra gli elementi agli atti dell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli figura un’intercettazione che chiamerebbe in causa anche l’entourage del cantante napoletano Gigi Finizio. L’episodio risalirebbe al 21 aprile 2023 e riguarderebbe un pizzo da 5mila euro per consentire all’artista di potersi esibire a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. Nella conversazione captata dagli investigatori, due indagati farebbero chiaro riferimento all’imposizione della somma di denaro in occasione dell’evento musicale. La circostanza emerge dalle attività tecniche confluite nel fascicolo della Dda e rappresenta uno dei passaggi dell’inchiesta che ricostruisce il sistema di pressioni esercitate sul territorio.
Secondo quanto contestato, i gruppi criminali avrebbero stipulato un accordo di alleanza finalizzato alla suddivisione delle aree di competenza tra Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano. L’intesa avrebbe previsto anche la creazione di una cassa comune nella quale far confluire gli introiti economici provento dei delitti.
Il controllo dell’area sarebbe stato assicurato, sempre secondo l’impianto accusatorio, anche attraverso la forza di intimidazione derivante dalla disponibilità di numerose armi. Un elemento che avrebbe rafforzato la capacità di pressione nei confronti delle vittime.
Estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti
Oltre all’episodio legato all’esibizione musicale, gli investigatori avrebbero individuato diversi episodi estorsivi commessi in danno di imprenditori e commercianti operanti nei territori interessati. Le persone intercettate risultano tutte destinatarie di una misura cautelare emessa dal gip di Napoli Anna Tirone.
L’operazione dei carabinieri si inserisce in un più ampio filone di contrasto alle dinamiche camorristiche nell’hinterland a nord del capoluogo campano, dove – secondo l’accusa – l’alleanza tra i clan Puca, Verde e Ranucci avrebbe garantito una gestione condivisa delle attività illecite e una ripartizione strategica delle zone di influenza.




