A Pompei due serate nel segno di Eduardo De Filippo
Sabato 14 e domenica 15 febbraio abbiamo assistito, al Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei, a una splendida rappresentazione della compagnia APS Teatroinsieme Rovigliano di «Sabato, domenica e lunedì» di Eduardo De Filippo, in tre atti, con la regia di Mario Grazio Balzano.
Il pubblico, in un’atmosfera immersiva, è stato accolto dall’odore del ragù che si spandeva in sala, mentre, come in un fermo immagine, la prima scena trasmetteva la forza immobile e interpretativa degli attori che hanno aperto il sabato, dimostrando come una banale lite familiare si trasformasse in anatomia dell’incomunicabilità.
Il fil rouge è il cibo, che non è solo nutrimento, ma evidentemente un linguaggio sostitutivo. Quando le parole non riescono più a esprimere l’affetto o la rabbia, entrano in gioco le pentole. Il rancore non nasce da un grande evento tragico, ma dall’accumulo di piccoli silenzi e malintesi che esplodono nel rito sacro della domenica.
La rappresentazione
Il sabato è il giorno dell’attesa e della meticolosa preparazione del ragù. Rosa Priore dedica ore alla cucina, un gesto che è la massima espressione del suo amore devoto verso la famiglia. Tuttavia, l’atmosfera è carica di elettricità. La tavola domenicale è il palcoscenico della crisi. Mentre la famiglia e gli ospiti celebrano la convivialità, il rancore di Peppino rompe l’argine. In un climax teatrale perfetto, Peppino accusa apertamente la moglie davanti a tutti.
Non è un’esplosione di odio, ma un grido d’aiuto di un amore ferito che non si sente più al centro dell’universo del partner. Il pranzo fallisce, il cibo resta amaro e la famiglia si disgrega nel silenzio dello scandalo. Il lunedì è il giorno della resa dei conti, ma anche della guarigione. Passata la tempesta, resta la stanchezza e la necessità di parlarsi.
Il rancore svanisce: si scopre che il motivo del nervosismo di Peppino non era l’infedeltà di Rosa, ma il fatto che lei avesse smesso di curare i piccoli dettagli per lui (come il modo di stirargli le camicie), riversando ogni attenzione sui figli o sulla casa. L’amore si rinnova: la riconciliazione avviene attraverso la comprensione. L’amore non è un dato acquisito, ma una pianta che va innaffiata ogni giorno. Il rancore era solo «fumo» causato dalla mancanza di comunicazione.
La regia perfetta, la scelta delle luci, finalmente, e l’armonizzazione dei tempi non hanno lasciato alcuna falla né momenti di stanchezza. La compagnia è stata straordinaria nel rendere tangibile quel confine sottilissimo che separa un gesto d’affetto da un moto di stizza. Sono riusciti a dare voce ai silenzi del sabato e al frastuono della domenica con una verità che ha tolto il fiato.
Gli attori:
Lina Di Maio, Mario Grazio Balzano, Vincenzo Ascione, Peppe Moretto, Liliana Peluso
Gaetano Starace, Valentina Alfano, Antonella Cosenza, Antonella Bianco, Elettra Possumato, Alfonso Longobardi, Pasquale Cipriano, Francesca Cirillo




