Rientra dopo 16 mesi, ora riconosciuto di origine sabauda
Con il rientro del trono del Palazzo Reale di Napoli, la Reggia partenopea recupera uno dei suoi simboli più rappresentativi, ora restaurato e riletto alla luce di nuovi studi. Splendido e luccicante, con la doratura riportata alle condizioni originarie, il manufatto fa ritorno nell’ambiente cui appartiene dopo oltre 16 mesi di assenza e con un nuovo “certificato di nascita”. Per l’occasione sono stati realizzati anche importanti interventi sugli apparati tessili, restituendo all’insieme scenografico la piena coerenza necessaria ad accogliere la seduta regale.
Alla presentazione hanno preso parte tutti i protagonisti di un progetto che ha coinvolto finanziatori, restauratori e storici dell’arte. Ad aprire l’incontro è stata la direttrice delegata Tiziana D’Angelo, che ha introdotto il vicedirettore delle Gallerie d’Italia di Napoli Antonio Denunzio, in rappresentanza di Intesa Sanpaolo. L’intervento rientra infatti nella XX edizione del progetto “Restituzioni”, promosso dalla Banca in collaborazione con il ministero della Cultura.
Il trono del Palazzo Reale di Napoli e il progetto Restituzioni
La direttrice dei Laboratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, Michela Cardinali, ha illustrato le fasi operative del restauro, mentre la referente scientifica del progetto per Palazzo Reale, Paola Ricciardi, ne ha ricostruito il percorso.
«Grazie alla rassegna “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo è stato possibile compiere questo impegnativo restauro che ha coniugato le competenze dei funzionari del Palazzo Reale di Napoli e dei restauratori e scienziati del Ccr. Abbiamo potuto effettuare radiografie digitali complete sul trono, per comprenderne la complessità costruttiva, grazie a un apparato radio-tomografico di cui sono dotati i nostri laboratori per effettuare analisi su oggetti di grandi dimensioni. Si è poi eseguita la pulitura della doratura selettiva e senza l’utilizzo di agenti chimici aggressivi grazie a tecnologie laser e con un approccio sostenibile ed eco-compatibile a cui il Ccr da tempo guarda», ha spiegato Cardinali.
Le analisi scientifiche e il trasferimento a Venaria Reale
Il 12 settembre 2024 l’opera è stata trasferita al Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino. Durante questo periodo, all’interno della sala è stata collocata una seduta borbonica settecentesca. Le attività, durate sette mesi, sono state precedute da un’ispezione preliminare condotta con tecnologie avanzate grazie agli scienziati del Cnr.
I restauratori del Ccr hanno applicato un protocollo di analisi e di intervento già sperimentato su manufatti analoghi, come il trono del Palazzo del Quirinale, intervenendo in modo selettivo e rispettoso della materia originale.
Le ricerche storiche e la nuova attribuzione sabauda
Parallelamente alle operazioni di laboratorio, i funzionari storici dell’arte di Palazzo Reale hanno avviato studi e approfondimenti che hanno portato a una revisione sostanziale della datazione. Il trono del Palazzo Reale di Napoli, fino ad oggi catalogato come di fattura borbonica e risalente al 1845-50, è risultato invece commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874.
Una scoperta che sposta la realizzazione di circa 30 anni e che riscrive non solo la vicenda dell’opera e la sua origine, ma anche la cronologia del Palazzo. Antonella Delli Paoli, funzionaria storica dell’arte di Palazzo Reale, insieme a Ilaria La Volla, funzionaria restauratrice della reggia napoletana, hanno curato la visita guidata, illustrando le scoperte documentarie che hanno chiarito la fattura sabauda e la conseguente revisione dell’attribuzione.
L’esposizione a Torino e la mostra a Roma
Al termine del restauro, nel mese di maggio dello scorso anno, il trono del Palazzo Reale di Napoli è stato esposto alla Reggia di Venaria di Torino per un’anteprima della XX edizione della mostra “Restituzioni”, una delle più importanti iniziative del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo.
L’esposizione si è svolta successivamente a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, dal 28 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, permettendo al pubblico di conoscere in anteprima i risultati del restauro e delle nuove ricerche storiche.
Gli interventi sui tessili della Sala del Trono del Palazzo Reale di Napoli
Perché l’ambiente fosse adeguato ad accogliere nuovamente il suo elemento centrale, sono stati eseguiti interventi sul tappeto su cui poggia la seduta regale, sulle fasce laterali della pedana e sulle mantovane delle tende, oltre a un accurato “spolvero” del baldacchino.
Le operazioni nella Sala del Trono del Palazzo Reale di Napoli sono state curate dalla restauratrice Graziella Palei, della ditta “Conservazione e Restauro Opere d’Arte”, con il coordinamento delle restauratrici di Palazzo Reale. I lavori sui tessili sono stati condotti negli ultimi tre mesi direttamente nello spazio espositivo, permettendo al pubblico di osservare dal vivo le fasi di un intervento complesso e delicato.
«Il modo con cui ci siamo presi cura del prezioso manufatto di Palazzo Reale dimostra chiaramente lo spirito di Restituzioni, il programma che da oltre trentasei anni ci vede al fianco delle istituzioni pubbliche nella difesa e valorizzazione del patrimonio culturale italiano», ha dichiarato Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia.
Alfonso Frugis, presidente del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, ha sottolineato come la collaborazione con Palazzo Reale di Napoli abbia permesso di definire una mappa delle priorità di intervento, tra cui la necessità di agire sulla seduta regale.
«Il trono, simbolo del Palazzo Reale di Napoli, fa ritorno nell’Appartamento di Etichetta, nello spazio cui appartiene e che oggi ritrova la propria identità», ha concluso Tiziana D’Angelo, ricordando come il restauro si inserisca in un più ampio intervento sulla Sala del Trono che ha interessato anche tessili, tappeto e baldacchino.
Ora il trono del Palazzo Reale di Napoli è nuovamente visibile al pubblico e i visitatori possono tornare a immergersi nell’atmosfera regale della Reggia.




