Il governo accelera e cambia strategia nelle assunzioni
La stagione dei concorsi pubblici ha assunto, negli ultimi mesi, un’intensità che non ha precedenti recenti. L’attuale esecutivo, guidato da Giorgia Meloni, ha impresso una forte accelerazione alle assunzioni nella pubblica amministrazione, trasformando quello che per anni è stato un sistema rallentato da vincoli e rinvii in un flusso continuo di bandi, graduatorie e scadenze ravvicinate. Il cambio di passo è visibile soprattutto nella quantità e nella varietà dei concorsi aperti o in via di chiusura.
Accanto ai grandi bandi nazionali, continuano a uscire selezioni mirate per enti locali, sanità e comparti strategici. Le forze di polizia, ad esempio, sono al centro di un ampio piano di rafforzamento: è in corso il concorso per vice ispettori della Polizia di Stato, mentre la Guardia di Finanza ha avviato le procedure per l’accesso ai ruoli ufficiali. Parallelamente, l’Esercito continua il reclutamento dei volontari in ferma iniziale, confermando una linea di continuità nel potenziamento degli organici militari. Sul fronte civile, il quadro è altrettanto articolato.
Funzionari e assistenti
Nei ministeri e nelle grandi agenzie dello Stato sono stati pubblicati bandi per centinaia di funzionari e assistenti, con profili che spaziano dall’amministrativo all’informatico, fino alle competenze economico-contabili.
L’Inps, in particolare, ha messo in campo nuove selezioni per rafforzare strutture già sotto pressione, mentre il Ministero della Giustizia prosegue sia con concorsi ordinari sia con procedure legate al ricambio generazionale negli uffici giudiziari. La spinta non si ferma al livello centrale. Regioni e comuni stanno sfruttando le nuove regole sul turn over per coprire posti rimasti vacanti per anni. In diverse realtà territoriali sono aperti concorsi per istruttori amministrativi, tecnici e assistenti sociali, spesso con scadenze concentrate tra febbraio e marzo. La sanità, dal canto suo, continua a reclutare infermieri e operatori socio-sanitari, soprattutto nel Nord, dove la carenza di personale è più marcata.
A coordinare questa fase è il Ministero della Pubblica Amministrazione, che ha puntato su procedure digitali e tempi più rapidi. Il Portale inPA è diventato il canale principale di accesso, riducendo la frammentazione dei bandi e offrendo un calendario più leggibile per i candidati. Una scelta che ha contribuito a riportare fiducia nel sistema concorsuale, come dimostra l’elevato numero di domande presentate anche per profili altamente specializzati.
Il confronto con il passato è inevitabile
Per anni i concorsi sono stati episodici, spesso legati a emergenze o a deroghe temporanee. Oggi la strategia appare diversa: non più interventi isolati, ma un flusso programmato che accompagna le riforme e l’attuazione dei progetti finanziati dal Pnrr. Resta aperta la sfida più complessa, quella dell’impatto reale sugli uffici e sui servizi ai cittadini. Ma una cosa è certa: mai come ora l’accesso al lavoro pubblico è tornato a essere una prospettiva concreta per migliaia di persone, scandita da bandi continui e scadenze che si susseguono senza soluzione di continuità




