Ammazzato in uno scontro tra clan: in azione un killer dall’Avellinese

Fu prelevato e poi accompagnato sul luogo del delitto

Per eliminare Ottavio Colalongo la sera del 17 dicembre scorso a Scisciano, in provincia di Napoli, giunse un killer dall’Avellinese, appositamente prelevato e poi accompagnato sul luogo del delitto. Emerge dalle indagini che ieri hanno consentito di notificare nuove accuse a otto indagati, alcuni dei quali, come il sicario, già detenuti.

Il delitto, secondo i carabinieri di Castello di Cisterna e la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, fu architettato dal gruppo malavitoso Luongo, Aloia e Covone per guadagnarsi il controllo delle piazze di spaccio e le estorsioni gestite dai rivali del gruppo criminale dei Filippini. Il commando, composto da due persone, entrò in azione in sella a una moto Honda Transalp mentre la vittima designata era su uno scooter Honda.

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Il raid è stato immortalato, nella sua interezza, da due sistemi di videosorveglianza: nelle immagini acquisite dai militari si vede il killer, armato di pistola, sparare e ferire Colalongo, che cade a terra, in mezzo alla strada. L’esecutore materiale dell’omicidio spara ancora altre cinque volte in direzione della testa della vittima prima di recuperare un borsello che aveva perso perso durante l’inseguimento per poi rimettersi in sella alla moto guidata dal complice, lasciando il corpo esanime di Colalongo sul selciato.

Ma la fuga in moto viene interrotta da un contrattempo: per la fretta i due killer perdono l’equilibrio e cadono. Mentre cercano di rimettersi in sella la loro attenzione viene attirata dall’avvicinarsi di alcuni lampeggianti, si scoprirà poi essere quelli di un’ambulanza. Per paura che potesse essere una vettura delle forze dell’ordine decidono di abbandonare Transalp, borsello e pistola (tutti recuperati dai carabinieri) per fuggire a piedi.

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