Sospesa la procedura di fine mandato per il vertice della società
Più che una sospensione, sembra una presa di distanza politica: la prima decisione di Roberto Fico colpisce una delle nomine più rappresentative lasciate in eredità da Vincenzo De Luca. Il nuovo presidente della Regione Campania ha deciso di sospendere la nomina del direttore generale di Scabec individuato a ottobre, intervenendo su una scelta maturata negli ultimi mesi della precedente amministrazione. È il primo stop imposto da Fico a una designazione riconducibile all’era De Luca.
Scabec è la società regionale che opera nel settore culturale, dalla gestione del museo Madre alla programmazione di festival e iniziative diffuse sul territorio campano. La decisione, spiega il presidente, è «una scelta di responsabilità», assunta «nel solo interesse dell’intera comunità campana», per consentire «un ulteriore approfondimento sul rinnovo della governance della società».
Il bando di fine mandato e il nome indicato
La sospensione, scrive Alessio Gemma per «Repubblica Napoli», lascia senza incarico Luigi Raia, selezionato circa un mese prima della fine del mandato di De Luca, al termine di un bando pubblicato in extremis. La sua designazione rientrava in un pacchetto più ampio di nomine firmate dall’ex governatore prima di lasciare Palazzo Santa Lucia. In quella fase erano stati indicati anche i vertici dell’Acer (l’Agenzia della casa), mentre già a giugno erano stati nominati i manager delle Asl. Prima ancora, tra settembre e ottobre, anche il capo del cerimoniale regionale, Bruno Cesario, figura storicamente vicina a De Luca, era passato all’Istituto zooprofilattico della Regione.
Le polemiche sulla selezione
La procedura per Scabec non era stata esente da critiche. Tra i candidati figurava anche Paolo Giulierini, ex direttore del museo Mann, ma la scelta finale era ricaduta su Raia, già in passato nominato da De Luca al vertice dell’Agenzia del turismo.
A pesare nel dibattito era stato anche il profilo familiare: Luigi Raia è fratello di Paola Raia, ex consigliera regionale considerata vicina all’area deluchiana. Una famiglia che negli anni ha attraversato diversi schieramenti politici, passando dal centrodestra legato a Nicola Cosentino fino all’attuale collocazione.
La posizione di Raia e le voci sulle incompatibilità
Dopo lo stop deciso dalla nuova presidenza, Raia ha chiarito a Repubblica che la procedura non si era mai conclusa formalmente: «Non è stata mai formalizzata la mia nomina in assemblea dei soci».
Secondo quanto riferisce, le motivazioni sarebbero legate a valutazioni economiche: «Leggo che ci sono motivi di natura economica, di risparmio». Parallelamente erano circolate voci su presunte incompatibilità, legate al fatto che Raia risulta proprietario di un’azienda di pulizie che ha avuto appalti con alcune Asl e che è stata colpita da un’interdittiva antimafia.
Su questo punto replica direttamente: «Ho comprato le quote di questa azienda quando già aveva avuto questo problema dell’antimafia. Il Tar ha sospeso l’interdittiva. E comunque non rientra tra le incompatibilità con una nomina pubblica, per le quali ci devono essere condanne, problemi giudiziari che non ho». Raia aggiunge che, se la questione fosse esclusivamente finanziaria, una soluzione interna sarebbe praticabile: «Se Scabec non versa in condizioni da pagare un direttore esterno, ben venga un funzionario interno».
Nessun ricorso
Raia chiarisce inoltre di non avere intenzione di presentare ricorso per la mancata nomina. Nel frattempo Scabec resta sotto osservazione. La società dispone di un piano industriale con nuove commesse ed è oggetto di verifiche da parte degli uffici regionali. In una relazione recente viene evidenziato che «i principali dati economici-finanziari sono oggetto di costante monitoraggio». Un’attenzione rafforzata dopo quanto emerso nel 2021, quando la società attraversò una crisi finanziaria che portò anche a indagini della Guardia di Finanza, con spese non autorizzate e un forte squilibrio tra contratti a tempo determinato e indeterminato, allora limitati a due unità.
La linea della nuova amministrazione
Pur intervenendo sulla nomina, Fico ribadisce che la cultura resta un asse centrale dell’azione regionale. «Le politiche culturali sono e restano centrali nell’azioni della Regione», afferma, spiegando che insieme all’assessore Cutaia l’obiettivo è «imprimere un nuovo impulso mettendo in campo le soluzioni più adeguate, anche sul piano organizzativo». Un passaggio che chiude il primo dossier della nuova presidenza e che, al tempo stesso, segna una distanza netta dalle scelte maturate nell’ultima fase della gestione De Luca.




